Contro il problema degli abusivi il Comune approva una delibera che riunisce il lavoro svolto dalle politiche sociali, dal patrimonio e dalla polizia locale. Ogni ‘settore’ lavorerà secondo le proprie competenze al fine di limitare il fenomeno delle occupazioni abusive. Va sottolineato che a Vigevano la situazione non sembra destare particolari preoccupazioni. Difatti: su circa 200 abitazioni popolari di proprietà municipale ci sono, secondo i dati che sono stati resi pubblici lunedì di questa settimana nel corso di una conferenza stampa dal sindaco Andrea Ceffa, solo cinque case occupate.
LA SITUAZIONE «Voglio specificare che, in tre casi si tratta di situazioni in cui l’immobile non è stato riconsegnato dopo la morte del titolare e i parenti hanno deciso di continuare ad abitare. Scendendo nel particolare: due di questi appartamenti occupati sono nella zona di via Vecchia per Gambolò – ha sottolineato il sindaco Andrea Ceffa insieme agli assessori Nicola Scardillo e Marzia Segù e alla dirigente Laura Re Ferré – abbiamo ritenuto di dare un segnale importante, e l’azione sinergica tra gli uffici prevede, al momento in cui un appartamento viene liberato, il contestuale intervento del servizio lavori pubblici per la messa in sicurezza». Gli ingressi verranno murati oppure saranno installate inferriate a finestre.
LE PROCEDURE «Questa ‘operazione’ prende il via anche perché abbiamo ricevuto voci – ha puntualizzato il sindaco – come dell’esistenza di una sorta di mercato sotto banco delle informazioni. Vale a dire: chi vede che un appartamento si libera lo fa poi occupare: vogliamo anticipare questo stato di cose e la creazione del gruppo di lavoro ben organizzato può dare sicuramente ottimi risultati». Va infatti specificato che quando una casa popolare viene occupata nascono problemi notevoli che non è semplice districare perchè le procedure per “liberarla” richiedono l’intervento del tribunale di Pavia, quindi, tra un ‘passaggio di carte’ e l’altro passa più di un anno. Situazione che si aggrava se ci sono famiglie con minori: in quei casi i tempi si allungano. La polizia locale sta effettuando un’operazione di monitoraggio dei vari condomini per poter prevenire eventuali problematiche. «Abbiamo anche una convenzione con l’Aler – ha ricordato l’assessore Nicola Scardillo – che chiede periodicamente una serie di interventi nelle palazzine di proprietà. Quello che andiamo ad effettuare sono soprattutto interventi che riguardano la messa in sicurezza delle parti comuni».

IL PROBLEMA «Sono dieci, circa, gli appartamenti in carenza manutentiva – ha dettagliato Laura Re Ferré – questi ultimi richiedono interventi, generalmente perché sono stati rovinati da chi li abitava». Ancora: la situazione sul fronte casa resta di allerta: «si tratta del problema maggiore in questo momento – ha concluso l’assessore Marzia Segù – adesso il problema è abitativo, perché con il Covid 19 sono stati bloccati per 18 mesi gli sfratti e ora ci ritroviamo a gestire una situazione problematica. Poi arriveranno i problemi legati al pagamento delle bollette, degli affitti: ricordo che durante il Covid gli sfratti sono stati bloccati ma il problema è rimasto ed ora dobbiamo affrontarlo».
Isabella Giardini

