Chiudere la sezione di Infermieristica a Vigevano? Uno sbaglio. Si è alzata una levata di scudi da parte della politica, sia da destra sia da sinistra, per la decisione dell’Università di Pavia di tagliare per il prossimo anno scolastico il numero di iscritti ai corsi di Infermieristica di 70 unità: una scelta, per altro di difficile comprensione in un periodo come quello attuale, che taglierebbe del tutto i 40 posti della sezione distaccata all’Ospedale di Vigevano, che sarebbe così sospesa ai nuovi iscritti in attesa (forse) di tempi migliori. Per l’ateneo la scelta sarebbe dettata dalla scarsità dei docenti dell’area medico-sanitaria, che imporrebbe un ridimensionamento della facoltà di Infermieristica: il rettore si sarebbe impegnato in primis a imbastire un piano di assunzioni che ripristinerebbe lo status quo dall’anno scolastico 2021/2022 e in seconda battuta a chiedere al Ministro dell’Università una deroga, vista l’emergenza. Non si può biasimare, ad ogni modo, lo sconforto di un territorio nell’apprendere di dover rinunciare per un anno (nel migliore dei casi) all’unico suo presidio universitario.
Le forze politiche del territorio si sono sollevate, mostrando una lodevole unità d’intenti: «La sede di Vigevano è un punto di riferimento non solo per la città ma per tutto il nostro territorio e deve continuare a restare aperta e ospitare i corsi. Se venisse confermata questa scelta sarebbe l’ennesimo servizio che lascia Vigevano, impoverendo ancora di più la nostra città – dichiara Alessio Bertucci, segretario del Pd ducale – faccio un appello affinché questa battaglia sia condotta da tutte le forze della città insieme, senza distinzioni di partito, facendo un fronte comune con la Regione, la Provincia e Asst». Appello che non è caduto nel vuoto, almeno a livello regionale, sia da parte del compagno di partito e consigliere Giuseppe Villani («Faremo il possibile perché si riconsideri il taglio e si ripristini il corso a Vigevano») sia da parte di Ruggero Invernizzi, consigliere in quota Forza Italia, che ha portato il problema all’attenzione della commissione Sanità, ottenendo il placet per una futura discussione.
Alessio Facciolo

