Un tentativo di truffa da ben 40mila euro è stato sventato in extremis a Vigevano, grazie all’accortezza del personale di una banca e al pronto intervento dei carabinieri. L’episodio, avvenuto ieri 24 settembre, è l’ennesima dimostrazione di come la vecchia truffa si stia vestendo da “tecnologia” per colpire i cittadini. La vittima, una cinquantenne del posto, si è presentata in banca chiedendo di effettuare un bonifico istantaneo da 40.000 euro per l’acquisto di un box auto.
IL SOSPETTO Un’operazione inusuale, che ha subito messo in allarme la dipendente.Insospettita dall’importo e dalle modalità, la dipendente ha iniziato a fare domande, ma la donna è apparsa inspiegabilmente reticente. A quel punto, il direttore dell’istituto ha avuto un sospetto: c’era un raggiro in corso. Senza esitare, ha allertato i carabinieri di Vigevano. I militari della sezione radiomobile sono intervenuti subito, ma non è stato facile. La cinquantenne era ancora convinta che la compravendita del box, trattata online, fosse legittima. Si stava infatti apprestando a inviare i 40mila euro all’iban indicato dal sedicente proprietario. La verità è emersa solo quando la donna ha ricevuto un’ulteriore chiamata dal truffatore. Dietro al tentato raggiro c’era la tecnica dello “spoofing”.
METODO SUBDOLO Si tratta di un metodo che, manipolando i dati in rete, permette al malvivente di falsificare la propria identità per apparire “affidabile”. I truffatori usano lo spoofing anche per far credere che le chiamate provengano da numeri fissi di enti terzi, come le Forze dell’Ordine stesse. Grazie alla lucidità del direttore di banca e alla rapidità dei carabinieri, la cinquantenne ha evitato un significativo danno economico. L’episodio serve da monito: la prudenza e la collaborazione con le forze dell’ordine restano la difesa migliore contro i criminali digitali.
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