Nel mondo produttivo di Vigevano e della Lomellina si respira grande preoccupazione per l’aumento del costo dell’energia, che potrebbe avere un impatto decisivo nel fermare la ripresa del 2021 rallentando la produzione, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie e causando una nuova crisi socio-economica. L’Araldo ne ha parlato con il presidente di Confartigianato Imprese Lomellina Luigi Grechi, con il presidente di Ascom Vigevano Renato Scarano, con la presidente di Assomac Maria Vittoria Brustia (a cura di Isabella Giardini, Edoardo Varese, Rossana Zorzato).

1Grechi (Confartigianato): «Rischiamo un’inflazione cattiva che erode il potere d’acquisto»

VIG AMM Confartigianato Grechi
Grechi (presidente di Confartigianato Imprese Lomellina)

A lamentare le prime bollette choc non sono solo i privati, ma soprattutto le aziende che si vedono ora costrette a stringere ancora di più la cinghia. «Il problema è molto grave – dichiara Luigi Grechi, presidente di Confartigianato Lomellina – un problema che noi denunciamo da ottobre, quando cominciavano a esserci le prime avvisaglie. Ormai è un problema generalizzato e penso che di soluzioni a breve non ce ne saranno». Complici di questa crisi anche gli ultimi sviluppi internazionali, e la crescente tensione tra Ucraina e Russia, che non fa che peggiorare una situazione già fragile. «Il governo – continua Grechi – ha già ha fatto qualche intervento, come la diminuzione delle accise sulle bollette del gas, portando l’Iva al 5%. Tuttavia questa manovra non ha portato a visibili miglioramenti, considerando che queste ultime bollette restano comunque molto elevate, essendo gli aumenti duplicati e, in alcuni casi addirittura triplicati». Per i privati il problema si ripercuote sullo stipendio. Un privato che dovrà pagare una bolletta salata, sarà disincentivato a fare altri acquisti, interrompendo il ciclo economico. «Questo fenomeno – conclude Grechi – gli economisti lo chiamano problema inflattivo, ovvero un’inflazione cattiva che erode il potere d’acquisto e porta ad avere grosse difficoltà economiche. La nostra speranza è che si trovi al più presto una soluzione per evitare un tracollo».

2Scarano (Ascom): «Oltre ai rincari, temiamo il freno ai consumi»

Scarano (presidente Ascom)
Scarano (presidente Ascom)

«La situazione è critica, per molti settori – sottolinea il presidente dell’Associazione Commercianti di Vigevano, Renato Scarano – soprattutto per il settore alberghiero, quello degli alimentari caratterizzati da un forte consumo di energia». La bolletta «rispetto al 2021, per un bar, per fare un esempio, è aumentata del doppio, per i negozi di alimentari del 60%, così come per gli alberghi. Ma le cose non cambiano se osserviamo altri “comparti”: i negozi non alimentari, o quelli che utilizzano le celle frigorifere, i condizionatori. Stiamo attraversando un periodo molto difficile perché a essere messi in crisi non sono solo coloro che saranno colpiti direttamente da questi aumenti, ma anche tutto ciò che ruota attorno alla loro attività, penso ai problemi di un commerciante che ha dei dipendenti, o a coloro che si troveranno nella difficile situazione di “decidere” che cosa pagare. Certo, ci sarà la possibilità di rateizzare, ma la situazione non sarà semplice per nessuno perché ci costringerà a condizionare il rapporto che avevamo nei confronti degli acquisti e ci sarà un freno ai consumi che si propagherà in altri ambiti». Ascom affronta già le prime richieste d’aiuto: «Abbiamo avuto commercianti che si sono rivolti a noi preoccupati per questa situazione: sono i nostri associati e sono venuti per chiedere ragguagli sulle notizie sentite alla televisione o lette sui giornali; per chiedere come fare, sono molto preoccupati».

3Brustia (Assomac): «Il calzaturiero non è energivoro, ma subiamo le difficoltà dei fornitori»

L’aumento delle bollette non si arresta e si prevede che il prezzo dell’energia a livello nazionale salirà nel 2022 a 37 miliardi di euro, rispetto ai 21 del 2021 e agli 8 del 2019: una cifra che equivale a una legge di bilancio. Per l’industria lombarda è possibile stimare un costo energetico di 8.3 miliardi di euro nel 2022. Una stima che per le imprese è già realtà, ad esempio per la Brustia-Alfameccanica impegnata nel meccano-calzaturiero. «La mia azienda e quelle della filiera “calzatura” non sono energivore – spiega Maria Vittoria Brustia – ma questi aumenti si riflettono in modo pesante anche sulle nostre imprese poiché molti dei nostri fornitori fanno grande uso di energia nelle loro produzioni di metalli e altro. Nonostante il rincaro dell’energia l’industria è in ripresa la produzione manifatturiera in Lombardia sta marciando: nel terzo trimestre 2021 rispetto all’ultimo trimestre del 2019 (prima della pandemia) la produzione manifatturiera in Lombardia è a +5.8%, in Italia a +1.2%, è negativa nel resto d’Europa». Il 2022 sarà all’insegna di un proseguimento della crescita in Lombardia e in Italia. Questi dati si riscontrano con altri come il duraturo rincaro dei prezzi delle materie prime, la reperibilità di alcuni componenti elettronici e lo schizzare dei prezzi dei trasporti. «In tema energia apprezziamo quanto fatto dal Governo – conclude Brustia – con il Dl “Sostegni Ter” azzerando gli oneri di sistema per le utenze con grande potenza elettrica, auspichiamo che vadano oltre il primo trimestre e che incidano anche sul gas, servono interventi con una visione di medio-lungo periodo, per puntare all’indipendenza energetica».

4Assolombarda: «Energia +660%, ma salgono i prezzi di tutte le materie prime»

PP Vigevano Caro bollette - Assolombarda Spada
Spada (presidente Assolombarda)

Da una dettagliata analisi effettuata dal Centro Studi di Assolombarda, presieduta da Alessandro Spada, nel mese di gennaio i prezzi delle materie prime non energetiche nel nostro Paese hanno subito un incremento del 45% rispetto al periodo antecedente alla pandemia, mentre il costo dell’energia ha registrato una crescita del 660% rispetto a quello pre-Covid. Più contenuti, ma altrettanto rilevanti, gli aumenti delle quotazioni del petrolio, pari al 31%. Il forte rialzo dei beni energetici, in particolar modo del gas, si è trasferito sul prezzo dell’energia elettrica italiana. L’incremento dei prezzi delle materie prime sta inevitabilmente rallentando la ripresa economica nel nostro Paese. Sempre dall’analisi si ricava che l’evoluzione del prezzo di alcuni materiali ferrosi come stagno e nichel, è in costante aumento e non accenna a diminuire. A gennaio inoltre il costo del legno e della carta ha interrotto la propria salita, pur superando abbondantemente del 48% i livelli pre-pandemici. Il prezzo del grano presenta un andamento decisamente più altalenante, ma rimane comunque in crescita. Altro tema sul quale gli imprenditori si trovano costretti a fare i conti, è quello legato alla carenza sul mercato di componenti elettroniche, la cui scarsità rappresenta un ostacolo rilevante in vari processi produttivi. Una situazione che rischia di compromettere la sopravvivenza di diverse imprese locali e non solo.