Caritas: «Nuove famiglie saranno povere»

Don Moreno Locatelli, direttore della Caritas diocesana di Vigevano, non nasconde la sua preoccupazione per i prossimi aumenti per le utenze di luce e gas.

Il vero problema non sarà per chi fino a ora non riusciva a pagare le bollette. Siamo preoccupati per quelli che le hanno sempre pagate arrivando a esaurire le entrate a fine mese. D’ora in poi entreranno nella soglia della povertà.

Uno scenario che non si è ancora verificato: «Per adesso le ultime bollette sono relative a novembre e dicembre, e non hanno ancora il rincaro. Ma a marzo, con le bollette di gennaio e febbraio, i costi saranno raddoppiati, e la Caritas si sta preparando per cercare risorse in più. Con l’aumento del 50 o 60%, se stiamo alle stesse risorse riusciremo ad aiutare solo un terzo delle persone che seguiamo adesso».

EQUILIBRIO ROTTO Nonostante le misure che il governo continua a intraprendere per cercare di gestire il caro bollette, di fatto molte persone stanno scivolando nell’indigenza. Si tratta di un colpo in più a situazioni già presenti di povertà dovute prima alla lunga crisi economica, poi alla pandemia, che rischia di gettare le famiglie nella rete dell’usura. «Gli operatori dei centri di ascolto – spiega Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana – ci raccontano che a causa dei lockdown, ci sono persone che nei mesi scorsi hanno dovuto chiedere in prestito denaro a presunti amici per far fronte a quei pagamenti che non potevano rimandare, come per esempio le bollette del gas e della luce. Con l’aumento dei costi energetici, che si scaricheranno sulle spalle dei più deboli nonostante l’intervento del governo per calmierare i prezzi, diventa altissimo il rischio che queste famiglie sempre più indebitate finiscano nelle braccia degli usurai. Ecco una ragione in più per adeguare la legge antiusura, che oggi è ormai obsoleta rispetto al nuovo contesto sociale determinato dalla pandemia». Un tema su cui Gualzetti punta molto perché «non è più procrastinabile un cambiamento, se si vuole dare una risposta a quei sei milioni di famiglie italiane che oggi sono a rischio di esclusione sociale per sovra-indebitamento».

PP Vigevano Caro bollette - fornello

DIFFICOLTA’ DIFFUSA Un problema, quello degli aumenti di luce e gas, che attraversa tutta l’Italia. Per fare un esempio su tutti, solo a Roma il caro bollette ha un impatto molto significativo, tra 40 e 50 milioni in un anno ovvero tre anni di trasporto scolastico, tre mesi di mense, 180 km di manutenzione stradale. Numeri dati dal sindaco Roberto Gualtieri annunciando l’adesione all’iniziativa dell’Anci che giovedì 10 febbraio ha portato molti Comuni d’Italia a spegnere le luci di edifici e monumenti simbolo, per porre all’attenzione del Governo un tema che pesa come una scure sulle prospettive delle famiglie.

“LEGGERE” AIUTA Che talvolta devono guardarsi pure da errori nel calcolo dei consumi effettivi rispetto a quelli stimati; quando i secondi sono superiori ai primi si rischia di pagare di più finché non ce ne si rende conto, quando sono inferiori ci si trova a dover corrispondere in un’unica soluzione conguagli impegnativi. Qualcosa che rientra nell’esperienza comune di molte famiglie anche a Vigevano e in Lomellina e che consente di capire l’importanza dell’autolettura da parte dell’utente; ad esempio è capitato di recente a una famiglia di Mede che si è trasferita in un altro centro e ha mantenuto l’utenza dell’acqua nella precedente abitazione, ormai disabitata, ma che non avendo comunicato i consumi effettivi si è trovata a pagare importi eccessivi stimati sulla base degli anni precedenti, poi stornati nelle bollette successive una volta chiarito il disguido. I consulenti energetici invitano sempre a controllare contatori e bollette segnalando eventuali anomalie, proprio perché errori o discrepanze tra stime e consumo reale sono possibili e possono accumularsi per anni.

Davide Zardo

 

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