Guerra in Ucraina e inflazione portano la crisi anche a Vigevano e in Lomellina. Il blocco degli scambi da e verso i due paesi, che spinge ancora di più il rincaro dei prezzi energetici e alimentari si farà sentire a tutti i livelli
e le associazioni di categoria non nascondono la preoccupazione, con Confartigianato e Coldiretti che lanciano l’allarme sui prezzi impazziti delle materie prime – anche a causa della speculazione – che rischiano di compromettere la produzione e di provocare un blocco dall’agricoltura all’allevamento, dall’artigianato all’impresa.
Del resto già prima dell’inizio del conflitto l’Istat, per il mese di febbraio 2022, stimava un aumento del 5.7% su base annua dell’indice nazionale dei prezzi al consumo, con un’inflazione acquisita per quest’anno del 4.3% per l’indice generale – considerando anche i beni volatili – e dell’1.3% per la componente di fondo – al netto di questi ultimi – un dato che dovrà essere adeguato al mutato scenario internazionale. Dal punto di vista economico, secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio Milano, Ucraina e Russia per la Lombardia rappresentano un flusso commerciale di rispettivamente 820 milioni e 1.5 miliardi di euro.
CHE COSA ARRIVA Al di là delle risorse economiche occorre fare i conti appunto anche con le materie prime che non arrivano. Secondo il sito “infoMercatiEsteri” della Farnesina nel 2021 il 60.1% dell’import dalla Federazione Russa è stato costituito da estrazione di minerali, il 22.8% da metalli o prodotti in metallo (non macchinari), il 9.5% da coke e derivati petroliferi raffinati, 2.3% da sostanze e prodotti chimici. Dall’Ucraina sono arrivati sempre metalli o prodotti di derivazione (a esclusione di macchine) – ecco l’importanza strategica del Donbass – per il 64.3% del totale, alimentari, bevande e tabacco (9.9%), beni da agricoltura, silvicultura, pesca per il 7.2%.
CHE COSA PARTE Per quanto riguarda l’export, di quanto prendeva la strada di Mosca nel 2021 il 27.9% erano macchinari e apparecchi, il 17.5% tessile e abbigliamento, il 9.4% sostanze e prodotti chimici. Sulla strada ormai interrotta di Kiev si incamminavano soprattutto macchinari e apparecchia (22.3%), alimentari, bevande e tabacco (15.6%), tessile, abbigliamento e pelletteria (12.3%).
Giuseppe Del Signore

