Denatalità / In Lomellina ogni anno è come se scomparisse Breme

Un saldo negativo di 709 persone.

E’ come se nel 2021 in Lomellina fossero scomparse Breme, Cergnago oppure Olevano.

Questo il saldo naturale che si ottiene confrontando le nascite e le morti nei quattro principali centri del territorio. A Vigevano i nati sono stati 420 a fronte di 807 morti (-387), a Mortara 84 contro 205 (-121), a Gambolò 55 contro 136 (-81), a Garlasco 46 contro 166 (-120). Il villaggio di cui parla il presidente dell’Istat Blangiardo, in Lomellina nel 2070 rischia di non esserci più del tutto.

RIMBALZINO La forbice è più esigua rispetto al 2020, l’anno della pandemia, soprattutto perché si è ridotto il numero dei decessi, che era esploso proprio a causa del coronavirus. I vigevanesi defunti sono passati dai 729 del 2019 ai 984 del 2020 per fermarsi a 807 negli ultimi dodici mesi, i mortaresi da 178 a 281 e infine a 205, i gambolesi da 113 a 160 e quindi a 136, i garlaschesi da 191 a 215 e addirittura a 166. Per quanto riguarda i fiocchi azzurri e rosa invece, se rimbalzo c’è stato – come l’Istat rileva a livello nazionale nei mesi invernali – non è stato abbastanza elevato da permettere di superare i livelli del 2020, con la sola eccezione di Vigevano, che ha visto 6 bebè in più, comunque gli stessi che vi nascevano nel 1945. A Garlasco si è avuto il numero più basso del terzo millennio (46), a Gambolò il secondo peggiore (55 contro i 53 del 2018), a Mortara ha eguagliato il 2019 (84).

I RINFORZI A migliorare il quadro o a tamponare la situazione sono gli arrivi da altri comuni e dall’estero, in particolare i secondi. La città ducale grazie alle 2341 iscrizioni anagrafiche ha chiuso con un saldo demografico attivo (+117), la città dell’oca e gli altri due centri hanno ridotto il “deficit”, senza colmarlo, registrando rispettivamente -89, -32 e -15. Segno che in Lomellina ha ripreso a essere attrattiva solo la seconda città della Provincia, ma questo è un trend che nasce prima del Covid: Vigevano negli ultimi dieci anni ha chiuso in attivo sette volte, Mortara, Garlasco e Gambolò cinque.

SOSTEGNO ZOPPICANTE Del resto in tutti i municipi citati faticano a decollare delle politiche di stimolo alla genitorialità. L’Araldo lo scorso febbraio ha interpellato le amministrazioni per conoscere i loro programmi e i servizi già attivi, ma non ne è emerso un quadro confortante. Il vice sindaco ducale Antonello Galiani ha tessuto le lodi del “Family Book”, di fatto un elenco di quello che le famiglie possono trovare sul territorio, e non si va oltre gli “sconti” per mense, pre e post-scuola, che però sono concessi in funzione del reddito, una politica superata dai tempi e che infatti l’Assegno unico e il Family Act mirano a superare volendo essere “universali”, cioè rivolti a tutti. A Mortara l’assessore Chiara Merlin ha spiegato che «non sono in vigore bonus», al di là delle rette come a Vigevano; unico segnale in direzione opposta a Gambolò, con l’assessore Helena Bologna che ha sottolineato l’introduzione negli ultimi anni di «una riduzione della tariffa dal terzo figlio in poi» per i servizi municipali. Qualcosa potrebbe cambiare con il Pnrr: tutte le giunte tranne quella gambolese hanno presentato i loro progetti per i bandi relativi alla costruzione o ristrutturazione delle scuole dell’infanzia, primarie o secondarie di primo grado. L’Ambito distrettuale della Lomellina infine ha ottenuto inoltre 211500 euro per “Sostegno alle capacità genitoriali e prevenzione della vulnerabilità della famiglia e dei bambini”, che tuttavia non sono dedicati al contrasto al declino demografico.

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L'Araldo Lomellino da 120 anni racconta la Diocesi di Vigevano e la Lomellina, attraversando la storia di questo territorio al fianco delle persone che lo vivono.