Gambolò, un eroe per la caserma

Domenica mattina è stata intitolata la caserma dei carabinieri a al Carabiniere Medaglia d’Argento al Valor Militare, alla Memoria, Antonio Baldi.

La manifestazione è stata organizzata dal Comune di Gambolò e dall’Associazione del Nastro Azzurro, in collaborazione con il Comando Provinciale Carabinieri di Pavia.

All’evento hanno partecipato diverse autorità oltre che  numerosi familiari di Antonio Baldi, tra i quali i Francesco, Laura e Clara Baldi. Non sono mancati i rappresentanti di Associazioni combattentistiche d’Arma: in particolare, dell’Associazione Nazionale Carabinieri della Provincia di Pavia e dell’Associazione del Nastro Azzurro della Sezione Vigevano – Lomellina. 

L’EVENTO La cerimonia, alla quale hanno presenziato anche studenti delle scuole di Gambolò, ha avuto inizio con lo schieramento del picchetto d’onore, formato dalla Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” e da militari della Compagnia Carabinieri di Vigevano. Dopo la resa degli onori ai caduti, si è proceduto alla lettura della preghiera del Carabiniere, alla cerimonia dell’alzabandiera e alla lettura di una breve cronistoria del medagliato, seguita da quella della motivazione con cui venne concessa la M.A.V.M. alla memoria. Da ultimo è stata scoperta la targa commemorativa affissa sulla caserma, che ha ricevuto la benedizione da parte del Vescovo di Vigevano, Maurizio Gervasoni. Dopo i discorsi delle Autorità presenti, gli ospiti e la cittadinanza si sono spostati al Castello Litta di Gambolò, ove la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” ha tenuto un breve concerto.

VITA Il Car. Antonio Baldi, nato a Gambolò il 28 luglio 1900, iniziò a lavorare come carrettiere fino a quando, nel 1918, non arrivò la chiamata alle armi. Venne quindi inviato al fronte e partecipò alla Grande Guerra, al termine della quale, appena 19enne, scelse di arruolarsi nell’Arma, venendo destinato alla Stazione Carabinieri di Novi Ligure.  Il 24 aprile 1920 il Carabiniere Antonio Baldi e il Carabiniere aggiunto Amedeo Zancanaro, mentre erano di pattuglia nella località di Borgo Zerbo, vennero avvisati, dal collega Carlo Cirelli, della presenza in zona di Abramo Leardi, noto ricercato del luogo, responsabile di tentato omicidio e diserzione.  I due militari lo rintracciarono nella locale bottega del calzolaio. Il Leardi era vestito con l’uniforme militare ed armato e, all’intimazione dei carabinieri di seguirli, aveva reagito esplodendo quattro colpi contro il Baldi, che assieme all’altro carabiniere rispose al fuoco.  Il malvivente era però riuscito a guadagnare la fuga, favorito dalla confusione creata da una folla intervenuta per evitarne l’arresto. 

Il Carabiniere Baldi, nonostante fosse stato gravemente ferito, si era comunque posto all’inseguimento del delinquente con il collega Zancanaro.  Nel frattempo il Carabiniere aggiunto Barisone, avendo udito colpi di arma da fuoco, si era precipitato sul luogo, imbattendosi proprio nel Leardi.  Quest’ultimo, vistosi sbarrata la strada, aveva a quel puntato la pistola contro il carabiniere, pronto a fare nuovamente fuoco: fortunatamente l’arma si era inceppata e il delinquente, privo di via di scampo, aveva finalmente deciso di arrendersi.  Il carabiniere Baldi, che era rimasto ferito all’addome, si era accasciato al suolo durante l’inseguimento, ed era stato quindi trasportato e ricoverato all’ospedale civile cittadino, ove sarebbe spirato alle quattro di notte del 26 aprile. Il Leardi, oramai assicurato alla giustizia, affrontò il processo e venne condannato per l’omicidio del Carabiniere Baldi e per gli altri reati per i quali era ricercato.  

Andrea Ballone

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