Per le associazioni di categoria è tutto sotto controllo, ma il mondo agricolo del territorio pavese continua a mostrarsi sempre più preoccupato dalle previsioni atmosferiche che rischiano di minare la semina del mais. «Questo andamento climatico non sta aiutando le semine – afferma Carlo Besostri, agricoltore medese – e le previsioni per le prossime settimane non sembrano essere delle migliori. Si corre sempre più il rischio di ritardare ulteriormente la semina del mais. Gli agricoltori che hanno grandi campi di mais, non potranno lavorarli tutti. Dovremo capire come procedere e come comportarci».
PAURE C’è chi ha già iniziato a seminare, con il rischio di dover riseminare nel corso delle prossime settimane. «Siamo in trepidazione – fa sapere un agricoltore lomellino – tra gli agricoltori che conosco solo una minima parte ha iniziato a seminare. Avendo piovuto tanto, si è registrato un ritardo di dieci giorni in generale riguardo alla fase di preparazione della semina. Terremo costantemente sotto controllo il tempo nel corso delle prossime settimane, sperando che non piova più tanto quanto gli scorsi giorni». La piovosità sopra la media di marzo ha determinato circa quindici giorni di ritardo rispetto al periodo classico in cui si inizia a preparare i campi per la semina; se ora non dovessero esserci ulteriori perturbazioni dovrebbe essere possibile recuperare il tempo perso per arrivare puntuali all’appuntamento. Il rovescio della medaglia è che i millimetri di pioggia e di neve caduti hanno rimpinguato le risorse idriche alle quali si potrà attingere per irrigare i campi agricoli.
In montagna ha nevicato, i laghi si sono riempiti e quest’acqua potrà essere utilizzata durante i prossimi mesi in caso di necessità. Da questo punto di vista non ci saranno problemi. Bisogna sperare che non faccia troppo freddo, altrimenti il mais rimane sotto terra: con poco sole di fatto non nasce neanche. Adesso ci servono sole e bel tempo.
OTTIMISMO Da un lato quindi gli agricoltori temono che il proprio lavoro rischi di perdersi, dall’altro le associazioni di categoria sono più ottimiste e invitano a guardare il bicchiere mezzo pieno: «Ci sono rallentamenti, ma i terreni lomellini sono abbondantemente lavorabili – precisa Carlo Emilio Zucchella, presidente di Cia Pavia – siamo in stagione e non penso che sussisteranno criticità riguardo alla semina del mais, anzi vi è una particolare richiesta riguardo a questa coltura. Gli agricoltori lo stanno preparando, proprio perché i terreni non risultano particolarmente bagnati». Situazione di criticità non riscontrata e pervenuta nemmeno a Confagricoltura Pavia: «L’aver tenuto i terreni nella giusta dose di umidità ha aiutato – afferma Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia – tanto che nessun agricoltore fino a questo momento ha evidenziato alla nostra categoria particolari problemi o segnalazioni in merito a ritardi della semina. Anzi alcuni hanno già iniziato a seminare. Siamo consapevoli che dei ritardi ci sono, ma non si tratta di nulla di irrisolvibile, anzi meglio che ci sia la pioggia e che garantisca disponibilità idrica, piuttosto che incorrere nuovamente in una situazione di siccità come quella del 2022 e del 2023».
Edoardo Varese


