Un aumento della Tari di oltre il 16% per le utenze domestiche e fino al 4% per quelle di aziende e negozi. Sono queste le tariffe del 2025 per la Tari, la tassa legata allo smaltimento dei rifiuti, approvate nel consiglio comunale dello scorso 27 marzo. Un incremento non da poco, soprattutto per le famiglie, che nonostante a conti fatti si riduca a una decina di euro l’anno in più, è comunque qualcosa che va a incidere sui costi sempre più alti della vita. La colpa? Di chi non differenzia correttamente o abbandona i rifiuti per strada (tutta spazzatura che finisce all’incemeritore e il cui smaltimento costa caro e salato), ma manche di un piano di raccolta che stenta a decollare.
AUMENTO «La legge prevede la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti, che per il comune di Vigevano sono pari a quasi 12 milioni di euro, attraverso le tariffe – cercano di spiegare dal municipio ducale, confermano comunque gli aumenti – il metodo per la determinazione delle tariffe è deliberato da Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) e si basa sulla redazione di un Piano economico finanziario quadriennale». L’attuale piano del servizio di gestione dei rifiuti è stato approvato il 24 aprile 2024 e copre l’arco temporale 2022-2025. «Per le utenze domestiche le tariffe 2025 vedono in effetti un aumento pari al 16,7% della parte fissa e allo 0,3% della parte variabile, necessario per compensare l’aumento dei costi del servizio di gestione dei rifiuti previsto nel Pef». Prendendo ad esempio una famiglia di quattro componenti, la parte fissa aumenta di 10 centesimi di euro al metro quadrato (passando da 0,62 a 0,72 euro al mq), dunque per un appartamento di 100 mq l’aumento effettivo è di circa 10 euro all’anno (da 62 a 72 euro). La parte variabile subisce invece un aumento molto più contenuto, nel caso di specie inferiore a 1 euro all’anno (da 312,10 e 312,93 euro).
Per le utenze non domestiche le tariffe 2025 vedono invece un aumento differenziato in base alla tipologia di attività, comunque compreso tra 10 centesimi di euro e 1 euro al metro quadrato.
STRATEGIE Per il Comune, abbassare le tariffe Tari si può, ma è necessario agire sul piano industriale di Asm, in modo da ottimizzare i costi nel prossimo Pef. «Per Asm Isa lo scorso febbraio sono stati definiti come obiettivi la prosecuzione delle attività contro gli abbandoni e il miglioramento e potenziamento della campagna di sensibilizzazione e informazione sulla raccolta differenziata tramite manifesti, giornali, social media, televisione, sito web, testimonial e attività nelle scuole». Inoltre per il Comune bisoga agire sul «potenziamento della raccolta differenziata con una percentuale annua del 65% e oltre» e la «pulizia strade e marciapiedi con l’eventuale rimozione delle auto o tramite l’utilizzo di strumenti adeguati nell’area del centro storico, oltre che nel potenziamento della raccolta porta a porta in piazza Ducale e centro storico al fine di ridurre il più possibile il tempo di esposizione dei rifiuti». Tutti propositi lodevoli, a patto che la Tari, una volta abbassata, venga anche recuperata: il comune di Vigevano nelle scorse settimane ha “stralciato” circa due milioni di euro di imposte non più esigibili, tra i quali molti derivanti proprio dalla tassa sui rifiuti.
Alessio Facciolo

