Zuppi: «Dare voce alla speranza»

«Ascoltare, comprendere e dare voce alla speranza». Questo è il messaggio che il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha consegnato lo scorso 10 giugno ai giornalisti riuniti ad Ascoli Piceno per il meeting nazionale dal tema “Disarmare le parole”. Un evento che ha voluto riflettere sul potere e sulla responsabilità del linguaggio nell’epoca del disincanto e della polarizzazione. In un tempo segnato da conflitti, cinismo e illusioni, il presidente della Cei ha lanciato un appello chiaro: ritrovare e custodire la speranza autentica, tema principale del Giubileo che si celebra quest’anno.

RISCOPRIRE «La speranza bisogna averla per poterla portare avanti, ma oggi ce n’è troppo poca – ha sottolineato il cardinale Zuppi – Al contrario, ci sono troppe illusioni, dipendenze dal gioco, dalle droghe, dal consumo e poca capacità di affrontare i problemi con verità». Tempo di cambiamento e rinnovamento che deve essere colto soprattutto dal Giubileo.

Il Giubileo è un tempo che Papa Francesco ci invitava a vivere proprio così, riscoprendo la speranza che non delude, quella nascosta sotto i “cespugli di cinismo, amarezza e disillusione” che spesso ci abitano – ha continuato – È sempre lì, dentro ogni uomo. Va solo aiutata a riaffiorare, perché senza speranza non si vive.

PACE Non solo speranza, come fil rouge con il corrente Anno Santo, ma Zuppi ha anche parlato della pace come scelta consapevole e coraggiosa, criticando la logica del riarmo e dell’innalzamento del conflitto. «Stiamo tornando indietro, dimenticando le lezioni della generazione che ci ha regalato la pace ottant’anni fa – ha spiegato il presidente della Cei – Oggi si pensa di sconfiggere la guerra con la guerra, ma invece dobbiamo riscoprire e rafforzare tutti i luoghi del dialogo e della composizione pacifica dei conflitti».

Zuppi
il Meeting dei giornalisti tenutosi il 10 giugno

CARCERE Ritrovare la speranza e la pace nelle piccole grandi azioni. Tra queste l’apertura della “Porta della speranza sulla realtà carceraria” nella casa circondariale di Marino del Tronto, avvenuta proprio il 10 mattina, un gesto che per Zuppi ha un valore profondo. «Ogni volta che entro in carcere, porto via qualcosa – ha dichiarato Zuppi – Si sgonfiano le presunzioni e si riscopre che siamo tutti umani. Nessuno è solo la propria colpa, ma dentro ognuno di noi c’è una voce che può armonizzarsi con le altre». Raccontando le storie di detenuti conosciuti negli anni, il cardinale ha parlato di riscatto, formazione, futuro. «Il carcere può diventare comunità se rapportata al domani. Pensiamo a chi sogna di fare il cuoco, a chi canta in un coro come il “Papageno” di Bologna. Ognuno deve trovare la propria voce, ma è solo nell’armonia con gli altri che si crea bellezza. Questa è giustizia riparativa». Un invito ai giornalisti a usare le parole non come armi, ma come strumenti di guarigione. «Voi potete aiutare a trovare la speranza sotto le macerie – ha concluso Zuppi – Raccontate ciò che ricostruisce, non solo ciò che divide».

Rossana Zorzato

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