Delitto di Garlasco, il mistero dell’impronta 33

Un dato certo emerge dall’incidente probatorio di martedì: l’impronta 33 attribuita ad Andrea Sempio non è tra i reperti conservati dal 2007, tra i documenti della prima indagine sul delitto di Garlasco. È questa la principale novità che è emersa dall’incidente probatorio alla sede della polizia scientifica di via Fatebenefratelli a Milano. L’impronta trovata sul muro e già analizzata dai carabinieri del Ris nel 2007, era risultata negativa all’Obti test e dubbia al combur test per la presenza di sangue. Senza l’originale gli inquirenti dovranno affidarsi ai rilievi fotografici. L’impronta è uno dei cardini sui quali si basa la riapertura dell’indagine sul delitto di Garlasco nel quale ha perso la vita Chiara Poggi per la quale sta scontando la pena definitiva l’ex fidanzato Alberto Stasi. In questa seconda inchiesta è indagato l’amico del fratello di Chiara Andrea Sempio. Pur con un nuovo indagato l’indagine si basa in buona parte su vecchi reperti come le 35 paradesive, che sono conservate però su acetato e non su fascette paradesive.

Garlasco delitto

UN’INTERA GIORNATA L’incidente probatorio è iniziato alle 10.30 con l’apertura dei reperti che sono stati trasportati dalla medicina legale di Pavia e di Milano. Primo ad arrivare Luciano Garofano consulente di Andrea Sempio, della cui innocenza si è detto convinto come ha spiegato ai giornalisti. Oltre ai consulenti sono arrivati anche alcuni avvocati come Giada Boccellari che difende Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi e Gianluigi Tizzoni, che assiste la famiglia Poggi. I reperti analizzati nel corso della mattinata sono stati prelevati dalla scena del crimine nel 2007. Grandi assenti della giornata Angela Taccia e Massimo Lovati avvocati di Andrea Sempio. Taccia ha fatto sapere di aver deciso di assentarsi in quanto ripone massima fiducia nel suo consulente Luciano Garofano:

Le operazioni tecniche relative agli accertamenti genetici competono ai periti – spiega Taccia – e ai rispettivi consulenti di parte, credo fermamente che ognuno debba attenersi e limitarsi alle proprie competenze, altrimenti si rischia di creare ulteriore caos e ulteriore clamore mediatico.

NUOVA IMPRONTA Taccia ha commentato anche la novità filtrata nella mattinata riguardo all’impronta 97 F. Il Ris già nel 2007 l’aveva catalogata come traccia di sangue strisciata individuata sul muro di sinistra che accompagna i gradini fino alla tavernetta e al termine dei quali, poco prima delle 14 del 13 agosto 2007, i carabinieri di Garlasco ritrovarono il corpo senza vita di Chiara. Secondo alcune indiscrezioni filtrate il 17 giugno, ma che non trovano conferme ufficiali, si tratta di un’impronta riconducibile a Sempio e che sarebbe insanguinata. C’è però una smentita in merito degli avvocati di Sempio, che dicono che non ci sono indizi che riconducono quell’impronta strisciata a Sempio perché sulla parte opposta del muro è presente anche l’impronta di Marco Poggi e non c’è alcun nesso di causalità e nesso di legame tra impronta 97 F e impronta 33.

Andrea Ballone

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