Cobianchi, una vita per gli ultimi

Un fine settimana per celebrare chi della fede e della carità ha fatto la sua bussola. Si è tenuta a Cilavegna una due giorni intensa che ha ricordato la figura di Nerino Cobianchi, recentemente dichiarato venerabile dalla Chiesa. L’evento ha riunito associazioni, cittadini e amici dell’Associazione Pianzola Olivelli, per ricordare un uomo che ha fatto tanto per i più bisognosi. Venerabilità che sarà ufficializzata con la consegna del decreto del cardinale Marcello Semeraro il 27 marzo in Cattedrale a Vigevano.

cobianchi

PREGHIERA La due giorni si è aperta lo scorso 7 marzo con una preghiera al camposanto, proprio sulla tomba del venerabile, un gesto che ha unito i partecipanti nel ricordo e nella riflessione sulla sua vita. L’incontro, moderato da Vittorio Testa, direttore dell’Informatore Lomellino, è proseguito poi nel salone parrocchiale di Cilavegna che ha accolto associazioni e cittadini, tutti desiderosi di approfondire la figura di un uomo che ha fatto della fede e della carità il centro della propria esistenza. «La storia di Nerino non si conclude con la sua venerabilità – ha sottolineato Paolo Banfi, presidente dell’associazione Pianzola Olivelli – ma ci invita a vivere la carità, l’inclusione e la vicinanza agli ultimi, incarnando i valori cristiani nel quotidiano». Banfi ha ricordato le numerose iniziative promosse da Cobianchi, in Lomellina e oltre confine, lanciando un invito a mantenere vivo il suo esempio.

Chiediamo a tutti di darci una mano nel portare avanti il carisma del fondatore.

FEDE La fede che Nerino ha riscoperto durante il servizio militare è stata il motore di ogni sua azione e, insieme alla carità, ne ha guidato l’intera esistenza. «Poveri, ammalati, indigenti e profughi erano per lui il volto di Cristo» ha ricordato mons. Paolo Rizzi, postulatore della causa e autore della biografia “Nerino Cobianchi. Ha fatto sue le piaghe del mondo”. Una vita apparentemente semplice che diventa così esempio e sfida per ciascuno, per vivere con attenzione e generosità verso il prossimo. «Innata era anche la sua umiltà – continua il postulatore – Tutti i meriti li attribuiva al Signore, consapevole dei limiti umani e dei doni ricevuti». La sua vita rappresenta un equilibrio tra azione e preghiera, tra impegno concreto e contemplazione, incarnando pienamente la sequela del Vangelo.

SPERANZA Una vita di carità che si è fatta testimonianza della speranza. «Nerino Cobianchi diventa testimone di quello spirito che ci è stato dato dal Signore – ha spiegato il vescovo di Vigevano, mons. Maurizio Gervasoni nel corso dell’omelia – Ad imitazione di Gesù buon samaritano, egli si è chinato sulle sofferenze dei poveri, deboli ed emarginati senza alcun interesse personale, con la massima umiltà, consapevole di essere costantemente accompagnato dalla Divina Provvidenza». Un percorso, quello di Cobianchi, che è diventato collante per la comunità. «Con la sua testimonianza Nerino non può farci diventare santi – conclude mons. Gervasoni – ma può seminare in noi la speranza come intercessione per una vita di carità».

Rz

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