Le associazioni no-profit di Mede si sono ritrovate domenica 6 dicembre in piazza Repubblica, dopo la messa delle 10.45, per celebrare la Giornata mondiale del volontariato con lo slogan “Together we can” (Insieme si può). Alcuni gruppi hanno lasciato dei piccoli allestimenti che rimarranno esposti fino al 6 gennaio, con una parola d’incoraggiamento incisa su unna targhetta di metallo. Un incoraggiamento che a Mede non è mai mancato: «Abbiamo vissuto un anno particolare – ha detto il sindaco Giorgio Guardamagna – con 130 positivi al Covid, tra cui purtroppo 11 morti e 30 ancora malati. È un’avventura che ha unito tutti, e ha fatto emergere una realtà splendida e straordinaria, con decine di persone che nel primo lockdown telefonavano in municipio per rendersi utili per la spesa e il trasporto a favore di chi aveva bisogno. E il bisogno era tanto. Questo ci fa riflettere sulla capacità dell’amore che non chiede ricompensa. Le persone che si sono messe a disposizione erano così tante che non siamo stati in grado di utilizzarle tutte».
Così l’assessore ai servizi sociali, Guido Bertassi: «Sono stato testimone in prima persona nei momenti più difficili, dall’assistenza domiciliare alla spesa, al trasporto. Il numero dei volontari era superiore alle necessità, tant’è che ho rinunciato al mio ruolo di autista del pulmino per fare posto a chi voleva rendersi utile. Sono contento che ci sia un ringraziamento pubblico. Il Comune ha coordinato tutto insieme alla Consulta del volontariato, e siamo sempre pronti per tutti quelli che hanno bisogno di qualcosa».
Il simbolo di “Together we can” è un cuore composto da cerchietti: «Ho stampato il logo sulla mascherina – ha raccontato il presidente della Consulta, Carlo Faita – e mi sono accorto che l’immagine del cuore era deformata. Così ho unito i cerchietti con un pennarello, e mi son reso conto che quei tratti aggiunti simboleggiavano tutti i volontari». Grande partecipazione alla messa, con parole di sostegno dal parroco don Renato Passoni: «Il Signore viene: questa è la buona notizia del cristiano, che nel volontariato ha una marcia in più, perché è chiamato da Dio a dare tutto se stesso, ispirando la nascita di nuove associazioni. C’è bisogno di un lavoro fatto insieme, e molte volte, tra il dare e ricevere, è il volontario che ci guadagna di più».
Significativo il manifesto affisso in piazza, a cura della Consulta e dell’associazione “Ricordando Andrea”: «Il Natale è un’importante ricorrenza religiosa di sentimenti spirituali e un messaggio di valori sociali e culturali universalmente riconosciuti e condivisi. Nel tempo in cui viviamo, condizionato dal virus, è giusto riconoscerli con forza per non perdere di vista le cose veramente importanti, utili e necessarie. Con le nostre legittime preoccupazioni quotidiane ricordiamoci che nel mondo ci sono grosse ingiustizie, sofferenze, violenze e proibizioni, guerre, fame, mancanza di libertà, razzismo e disastrosi eventi climatici che impediscono una vita normale, serena e dignitosa. Le nostre paure, sacrifici e difficoltà del momento devono farci riflettere su queste tragedie, per rimettere al centro della nostra esistenza la condivisione dei veri obiettivi del genere umano. Guardiamo al futuro con fiducia e speranza in un mondo migliore, ma ricordiamoci che il futuro e il cambiamento cominciano da noi e con noi».
Davide Zardo

