Vigevano, l’Odeon resiste in attesa della riapertura

Cinema teatro Odeon: un anno di chiusura, affrontato con difficoltà ma anche con la voglia di ripartire, di guardare avanti. Ce ne parla Edoardo Salluzzo, amministratore delegato presso La Barriera, l’associazione di volontariato impegnata in ambito culturale, sociale ed educativo-formativo. «Come associazione forse abbiamo affrontato meglio di altri il momento. Il nostro punto di forza è stato ed è il volontariato: il 90 per cento di quello che riusciamo a realizzare è merito anche dei volontari. Però non nascondo che ci sono stati momenti duri. Prima eravamo in due ad occuparci stabilmente dell’Associazione, io e mio padre Davide: con la sua scomparsa avvenuta l’anno scorso, io ho dovuto trovarmi un altro lavoro, oltre a questo, e, all’inizio, è stata la paralisi, sotto ogni punto di vista – spiega Salluzzo – i volontari sono la nostra forza, anche nel periodo più buio, c’è sempre stato qualcuno che passava davanti, che ci salutava: è stato importante». E adesso?

Dovremmo ripartire con gli spettacoli teatrali, con quelli di danza, alla fine di maggio – sperando che le cose non cambino, naturalmente. Stiamo “trattando” sui posti: il 25 per cento ci sembra davvero troppo poco, noi puntiamo al 50 per cento, come lo scorso anno, e, comunque, non ci possono essere più di 200 spettatori in sala. L’Odeon ha 380 poltrone

Le direttive che ci giungono e che ci dicono quali sono le condizioni per ripartire, come organizzarci, parlano di distanziamenti, ovviamente, ma anche di istituire l’obbligo che il pubblico indossi sempre la maschera Ffp2, oltre ad esibire un documento che certifichi che la persona che desidera assistere ad uno spettacolo o ad un cinema abbia effettuato il tampone con esito negativo: tutto questo rende tutto più difficile da gestire. Il discorso cinema, poi, è la parte più difficoltosa da mettere a posto.

A maggio, quindi, dovrebbero riprendere gli spettacoli teatrali, mentre a fine estate o in autunno le proiezioni cinematografiche. «Sono già arrivate richieste da parte di compagnie che vogliono esibirsi qui – sottolinea Salluzzo – pensare che l’ultimo spettacolo è del 20 giugno dello scorso anno, un saggio di pianoforte; il giorno successivo, il 21 giugno, avevamo organizzato un evento che, al suo interno, proponeva rappresentazioni sparse in varie zone della città, poi lo stop». E i ristori promessi dallo Stato, sono arrivati? «Sono arrivati nei mesi di ottobre, novembre e dicembre e quelli che dovevano “coprire” tutto il 2020, da dicembre non abbiamo più visto nulla. Adesso c’è un nuovo decreto riguardo ai ristori: dovrebbe arrivare qualcosa, ma il testo che ci è arrivato è piuttosto nebuloso – prosegue Salluzzo – comunque siamo davanti ad un problema grande, che non riguarda solo il fatto di riaprire o non riaprire: c’è in giro gente che non ha voglia di tornare a vedere un bel film, ma non a casa. In un cinematografo cambia tutto: c’è voglia di tornare a ritrovarsi, di uscire, di fare ancora comunità, di socializzare, ma, ancora una volta non davanti allo schermo di un computer, ed è una esigenza molto molto grande. Speriamo di riaprire presto».

Ra

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