«Il carisma domenicano, fondato sulla predicazione della Verità e sulla salvezza delle anime, trova oggi una concreta espressione nel servizio alla comunità diocesana». Così spiegano padre Adriano Cavallo e padre Michele Sciotti, destinati dal superiore provinciale a occuparsi del santuario di Pompei a Vigevano. Pur con sfumature diverse, condividono la convinzione che la presenza domenicana possa rispondere alle esigenze pastorali della Chiesa, offrendo spazi di formazione, preghiera e accoglienza.
DEVOZIONE MARIANA Padre Cavallo, impegnato presso la basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, porta nel cuore «il desiderio di dedicarsi alla predicazione e alla confessione, due pilastri fondamentali della missione domenicana». Questo slancio pastorale si tradurrà nella sua prossima esperienza al santuario di Pompei, dove intende «rilanciare il culto mariano, fondamento dell’identità religiosa domenicana». La devozione a Maria non è solo un elemento tradizionale, ma «uno spazio privilegiato per l’incontro con Dio», offrendo momenti di ristoro spirituale nel ritmo frenetico della vita.
ATTRAVERSO L’ARTE Tra gli strumenti più efficaci da lui individuati spicca la catechesi attraverso l’arte, un linguaggio universale capace di toccare anche chi si sente lontano dalla fede. «L’arte – spiega – è un ponte straordinario tra il cuore dell’uomo e il messaggio di Cristo, perché parla con immediatezza e bellezza». Nella sua visione, l’arte sacra non è solo patrimonio culturale, ma «una forma di evangelizzazione capace di trasmettere la Verità attraverso la bellezza».
Per questo padre Cavallo propone itinerari catechetici artistici che valorizzino il patrimonio del santuario e delle chiese locali, per accompagnare i fedeli alla scoperta del mistero di Dio.
FEDE E RAGIONE Questa dimensione culturale si intreccia con il valore della formazione intellettuale, che padre Sciotti ritiene centrale per affrontare le sfide del nostro tempo. «In un contesto culturale dominato dall’immediatezza e dal pragmatismo – afferma – la Chiesa deve mantenere alta l’attenzione sulla formazione culturale e teologica. Una fede pensata è capace di dialogare con il mondo e rispondere alle domande dell’uomo contemporaneo». Il frate domenicano sottolinea come la formazione sia «la risposta alla superficialità della società attuale». Citando Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ricorda che una pastorale senza radici culturali è muta di fronte alle inquietudini del cuore umano: «Dobbiamo restituire alla cultura il suo anelito alla trascendenza, coniugando fede e ragione per parlare all’intelletto e al cuore». La formazione è servizio alla verità e strumento per coltivare un’umanità aperta allo spirituale.
PER IL SANTUARIO Padre Cavallo traduce queste intuizioni in proposte concrete per il santuario di Pompei: momenti di formazione, conferenze, ritiri spirituali e incontri che approfondiscano la fede e aiutino i fedeli a maturare un rapporto autentico con Dio. La sua visione è trasformare il santuario in un centro spirituale e culturale, dove predicazione, arte e formazione si integrano per guidare le persone verso Cristo. In questo modo, i frati domenicani si pongono al servizio della Chiesa locale con uno sguardo che unisce tradizione e innovazione. La loro missione, radicata nella contemplazione della Verità e nella predicazione, risponde alle esigenze del nostro tempo. In un’epoca segnata dalla secolarizzazione, il carisma domenicano torna a essere una luce di speranza, al servizio della Verità che libera e salva.
don Carlo Cattaneo

