L’abbraccio del paese al suo storico prevosto

“Andate in pace” lo sussurra al microfono, prima di dare il via all’abbraccio dei tanti parrocchiani, don Mario Tarantola, che ha concelebrato la messa di domenica mattina nella sua Cilavegna. Ricorrevano i suoi 60 anni di sacerdozio (di cui 57 a Cilavegna), i 45 di don Paolo Nagari, che del paese è originario e i 40 dell’attuale parrocco don Gianpaolo Villaraggia. Con loro a celebrare don Guido Omodeo Zorini, sacerdote da 7 anni, che nell’omelia ha ricordato quanto i tre sacerdoti siano stati importanti per la sua formazione. Nella lunga navata della chiesa parrocchiale c’erano i cilavegnesi, ai quali è stato consegnato un ricordo del 60°di don Tarantola, che si è autodefinito «prete contento» e che ha voluto concludere la celebrazione con una frase in dialetto, dopo un lungo excursus sulla figura del sacerdote, che ha riportato a quel sentimento di amore e di confidenza con la comunità, che dal ‘67 don Mario ha avuto con i cilavegnesi.

LA BENEDIZIONE PAPALE A introdurre la celebrazione ci ha pensato l’attuale parroco don Villaraggia, che ha ricordato anche «l’importanza del ministero sacerdotale in un momento di difficoltà come questo». Alla fine della messa ha preso la parola don Paolo Nagari che ha letto la comunicazione del segretario di stato Vaticano Pietro Parolin: «È giunta – ha detto – la benedizione del Santo Padre. Papa Francesco rivolge un pensiero a don Mario Tarantola e a Cilavegna dove è stato amato parroco. Il pontefice si unisce spiritualmente alla comunità in preghiera e impartisce una speciale benedizione apostolica che estende a quanti partecipano». A rendere omaggio a don Tarantola ci hanno pensato anche il sindaco Manuel Maggio e il presidente di Casa Serena Pierangelo Ugazio, che ha voluto ripercorrerne la vita; con il loro ringraziamento hanno concluso la cerimonia.

IMPORTANZA DEL PRETE In precedenza il discorso alla sua Cilavegna è stato un lungo aprirsi alla platea dei parrocchiani: «Posso dirvi – ha esordito don Mario – chi è per me il sacerdote. Il prete è l’uomo che ama. Perché il suo Dio è l’amore. Ho cercato di seminare e amare l’amore. Come ha fatto Gesù che ha versato il vino della speranza e l’olio della consolazione. Mi ha sempre fatto paura quel prete che in quella parabola vede solo la sofferenza. Ho cercato di essere Gesù in mezzo a voi con la vicinanza, la carezza e una stretta di mano. Ho amato tanto e sono qui a ringraziare il Signore per sempre. Il signore in questo ultimo tratto breve della mia vita continui a volermi bene. Il prete è l’uomo che ama e mette gli altri davanti a se stesso. Chiedo scusa alla mia comunità per gli errori che ho compiuto. Vi chiedo di starmi vicino in questo momento, perché ho bisogno di voi».

Andrea Ballone

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