Quasi tutti, almeno a un livello superficiale, conoscono i Pokémon, i “mostriciattoli tascabili” protagonisti di cartoni e videogiochi: persino mia nonna, sulla sua mensola dedicata ai “belè”, i soprammobili, esibiva orgogliosamente un Pikachu trovato nell’uovo di Pasqua.
Quello che molti non sanno è invece che una delle ispirazioni dietro al concetto stesso dei Pokémon, ovvero creature da catturare e accumulare, sono le collezioni di insetti che tanto andavano di moda tra i ragazzini di qualche decennio fa. Tra questi c’era anche il giapponese Satoshi Tajiri, il creatore di Pokemon, che di questo passatempo era così appassionato da volerlo trasporre, con i dovuti accorgimenti, in digitale. E infatti tra i 1025 Pokemon esistenti sono 94 quelli quelli ispirati a insetti, aracnidi e affini, tanto da avere una tipologia a parte: quella Coleottero, appunto. Tra questi, uno dei miei preferiti si chiama Heracross: in parte perché ha un design molto semplice, ma anche molto cool, e poi perché è l’ispirazione a essere spettacolare già in partenza. Heracross infatti è una “rivisitazione” dello scarabeo rinoceronte giapponese, chiamato così proprio per il “corno” ricurvo che gli esemplari maschi presentano sulla testa. Si può quindi immaginare il mio piacevole stupore nel trovare, nel giro di poche settimane, uno di questi insetti (in realtà il suo cugino europeo, dal corno meno ramificato) passeggiare sul davanzale, e poi un altro sul marciapiede sotto casa, e un altro ancora sulla rampa che porta al garage.
Stupore perché gli Oryctes nasicornis di solito sono attivi di notte: gli esemplari visti, probabilmente, erano rimasti intontiti dopo essere andati a sbattere contro un lampione, dalla cui luce sono fatalmente attratti.
Nei pochi mesi di vita nella loro forma adulta (molti insetti attraversano vari stadi larvali prima di assumere la loro versione definitiva: e se anche questo ricorda le evoluzioni dei Pokemon, beh, avete colto l’ennesima ispirazione) gli scarabei rinoceronti pensano solo a riprodursi e a combattere gli altri maschi con il loro corno. Un aspetto che che è stato ripreso anche dalla sua controparte Pokémon, che difatti ha Lotta come seconda tipologia e un nome che richiama Eracle, il forzuto semidio greco. Ha anche un’evoluzione, la cui immagine è basato sullo scarabeo Ercole, un cugino molto più grosso del rinoceronte e che vive in Sudamerica: un po’ troppo lontano per incontrarlo sul balcone e completare la mia collezione di Pokémon reali.
Alessio Facciolo


