Cent’anni d’Araldo / L’educazione nel “vestirsi”

Cento anni fa, dopo la crociata contro la blasfemia, l’Araldo partì all’attacco del modo indecente di vestire di alcune donne. «Il vestito – scriveva il cronista di cento anni fa – deve coprire il corpo secondo l’educazione e la saggezza interiore. Perciò noi vogliamo gridare e protestare contro le donne che seguono una moda sfacciata e degradata. Vorremmo dire a queste donne che l’eleganza è nella correttezza e nella dignità, che la bellezza è nell’armonia», osservando poi che «questa arte dello svestirsi degrada la donna nel suo lato morale e in quello fisico. E si perviene ad una depravazione che non conosce misure». Concludendo:

Bisogna educare con maggiore profondità ed esperienza le nostre donne: bisogna che gli uomini stessi facciano il loro sincero esame di coscienza.

Nella cronaca nazionale, poi, il giornale dava notizia della morte di Pier Giorgio Frassati, avvenuta il 4 luglio. Al termine di una lunga nota, il cronista scriveva: «possa adunque il ricordo del giovane Frassati, modello di fortezza nella fede cattolica, vissuta con la purezza e con la rettitudine della vita, animare i nostri giovani cattolici a seguirne gli esempi per il maggior bene della Chiesa, della Patria e della civiltà cristiana». In quel (presumibilmente torrido) luglio di cento anni fa, alla chiesa del Carmine di Vigevano il prevosto Pizzelli benedisse la rinnovatat facciata della chiesa, sottoposta a restauro su progetto del professor Barni. Alla Messa solenne sedette all’organo don Ciocca e padre Pianzola tenne l’omelia («e fu ascoltatissimo»). Alla processione partecipò anche la Banda musicale dell’oratorio, l’attuale Banda Santa Cecilia, che poi la sera tenne il concerto con la Banda “G. Verdi” di Abbiategrasso.

Un sorpasso forse azzardato causò, in questi giorni di cento anni fa, un grave incidente stradale a Zerbolò, nelle vicinanze della cascina “Maddalena”. «Poco dopo mezzogiorno l’autobus della Ditta Pezzoli, che fa servizio sulla linea automobilistica Pavia-Zerbolò, è precipitato violentemente dalla strada, rovesciando i passeggeri. La disgrazia è avvenuta in seguito ad uno sterzo che lo chauffeur ha dovuto fare per lasciare libero il passaggio ad un autobus che lo aveva raggiunto e stava per sorpassarlo. Parecchi passeggeri rimasero feriti».

Carlo Ramella, storico locale

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