Diesel Euro5 al capolinea da ottobre stretta al Nord

Le auto diesel Euro 5 dovranno affrontare nuove restrizioni alla circolazione in diverse regioni del Nord Italia a partire dal 1° ottobre 2025. Questa misura, che interessa Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, è stata introdotta in risposta alle procedure d’infrazione europee per il superamento dei limiti di inquinamento atmosferico. Le limitazioni si applicheranno dalle 8:30 alle 18:30 nei giorni feriali, fino al 15 aprile 2026 ma solo nelle città con più di 30mila abitanti (Vigevano sì, Mortara no).

LE ORIGINI La recente decisione dell’Italia deriva dalle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea, che nel novembre 2020 ha condannato il Paese per la sistematica violazione dei limiti di inquinamento atmosferico tra il 2008 e il 2017. Questo in una delle aree più inquinate d’Europa. In risposta a queste problematiche, il governo italiano ha approvato il decreto 121/2023, che impone alle quattro regioni del bacino padano di aggiornare i propri piani per la qualità dell’aria, introducendo specifiche misure restrittive sulla circolazione stradale. L’applicazione delle misure è stata differenziata a livello regionale, fermo restando che si applicano solo nei comuni più grandi: in Lombardia le restrizioni saranno per tutto l’anno, attive nei giorni feriali dalle 7:30 alle 19:30; Piemonte ed Emilia Romagna hanno invece optato per un divieto stagionale, dalle 8:30 alle 18:30. Il Veneto ha scelto infine la linea più severa, introducendo un blocco totale alla circolazione, sette giorni su sette, 24 ore su 24.

Sono previste sanzioni a partire da 168 euro, con possibilità di sospensione della patente in caso di recidiva. I controlli riguarderanno anche i veicoli con targa estera.

CHI È COINVOLTO? Ma quanti sono i veicoli circolanti qualificati come diesel Euro5 in Italia (per le auto benzina la situazione è differente e da Euro3 a Euro6 non ci sono limitazioni)? Nelle regioni interessate si stima che il divieto coinvolgerebbe circa 1.3 milioni di vetture, immatricolate tra il 2011 e il 2015, di cui 484mila in Lombardia su un totale superiore agli 8 milioni. Al 31 dicembre 2023, circolavano ancora oltre 3.7 milioni di veicoli diesel Euro 5 in Italia, con una concentrazione maggiore in Lombardia e Piemonte. Alcune amministrazioni hanno adottato soluzioni temporanee, come il sistema Move-In, che permette di circolare entro un tetto chilometrico annuale monitorato tramite GPS.

LA POLEMICA Subito dopo la decisione restrittiva è iniziata però la rivolta di alcuni partiti: la Lega, con il sostegno del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha depositato un emendamento al decreto Infrastrutture con l’obiettivo di rinviare l’entrata in vigore delle restrizioni al 31 ottobre 2026, lasciando alle Regioni la possibilità di anticipare o ritardare ulteriormente lo stop. Lo stesso partito che, insieme al resto della maggioranza, nel Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento si adopera per modificarlo: Lombardia, Veneto e Piemonte, tutte a guida leghista, hanno espresso il loro sostegno a questa iniziativa. Solo l’Emilia-Romagna, amministrata dal centrosinistra, è contraria al rinvio della scadenza.

Massimo Sala

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