L’Inchiesta / Palestre: Tra “all inclusive” ed ”economy” servono almeno mille euro

Allenarsi in palestra richiede impegno e costanza nel tempo, ma anche una spesa economica non indifferente. E a volte, cercando di inseguire l’offerta più vantaggiosa, si rischia di spendere di più. Secondo un’indagine condotta dalla Federconsumatori, nel nord Italia un abbonamento annuale in palestra costa in media quasi 900 euro: un investimento importante sulla propria salute, che potrebbe però non essere alla portata di tutti. Il modello delle palestre “standard” negli ultimi anni è stato messo alla prova dall’esplosione delle cosiddette palestre low cost, centri (spesso in franchise) che propongono prezzi molto più bassi per l’abbonamento annuale, ma di contro prevedono un extra per tutta una serie di servizi (come il personale di sala, i corsi, talvolta persino la doccia) che sono compresi invece nelle sale fitness tradizionali.

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COSTI ALTI Se è vero che le principali catene di questo tipo propongono sconti e promozioni per attrarre il maggior numero possibile di abbonati, è altrettanto vero che esistono una serie di costi aggiuntivi oltre al pagamento dell’abbonamento: ad esempio l’uso di attrezzature particolari, la partecipazione a corsi specifici o il supporto di un personal trainer, soprattutto quando non si è ancora in grado di allenarsi in autonomia. Il costo degli abbonamenti varia a seconda della formula scelta. In FitActive, ad esempio, l’abbonamento annuale “All inclusive” costa 298 euro. Questo pacchetto offre accesso illimitato a tutti i club FitActive, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, oltre a un primo allenamento con personal trainer, analisi della massa corporea e visita osteopatica. Tuttavia le lezioni successive con il personal trainer non sono incluse nel prezzo. Le tariffe per il supporto individuale variano in base alla frequenza degli incontri, ma in media, per 12 ore mensili con un personal trainer, si spendono circa 350 euro: considerando un’ora e mezza di lezione per volta per due sessioni settimanali, in due-tre mesi si rischia di avvicinarsi ai costi di un abbonamento annuale tradizionale. Prezzi simili si riscontrano anche nella catena Fitup, che propone una lezione gratuita iniziale e un abbonamento annuale “all inclusive” a 300 euro. Anche in questo caso, le lezioni con l’allenatore sono un extra.

UN LUSSO Non tutto è da buttar via: un utente già esperto o uno dagli orari inconsueti potrebbe trovare vantaggiose le proposte più flessibili delle low cost; e d’altro canto, pur offrendo coach e servizi nel proprio pacchetto, anche le palestre tradizionali hanno corsi e benefit a pagamento. Alcuni dei quali rientrano nella “galassia del benessere”. In Italia secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Compass gli italiani hanno speso nel 2022 in media 458 euro per il proprio benessere psicofisico, ma l’importo risulta più elevato per chi si è dedicato allo sport, con una spesa media di 483 euro per palestre, piscine e centri sportivi. Una cifra aumentata nel 2023, con il budget dedicato all’attività fisica aumentato fino a toccare quasi quota 600 euro. Ma la cura del proprio corpo non si limita solo all’attività fisica: nel 2022, il 56% degli italiani si è rivolto a dietologi e nutrizionisti (15%), centri estetici (21%) e termali (15%), con un’ulteriore spesa media di 458 euro. Trattamenti e servizi che aiutano a stare meglio… portafogli permettendo.

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In Lomellina i centri sono pochi… e c’è chi fa 50 chilometri per allenarsi

Cinquanta chilometri di strada per una palestra. La storia di Rocco Strangio, residente a Zeme, che tre volte alla settimana va a Vigevano per potersi allenare per raggiungere «l’unica palestra che ho trovato che mette a disposizione tutte le attrezzature per allenarsi in libertà e migliorare il mio fisico in modo completo», è il simbolo di una Lomellina in cui i centri fitness sono ben pochi: Vigevano, Mortara. Garlasco, San Martino Siccomario, che di fatto beneficia della vicinanza con Pavia, e poco altro. Sono infatti pochi i comuni lomellini che dispongono di centri in cui potersi allenare senza doversi necessariamente spostare, come invece fa Rocco Strangio.

POCHE PALESTRE La città ducale può contare su numerosi centri fitness, almeno una quindicina, alcuni appartenenti a catene, altri legati a centri sportivi storici e altri indipendenti. Tutte queste strutture possono contare su un buon numero di iscritti (anche se ogni realtà ha dimensioni diverse), anche perché assorbono una parte della domanda che arriva dal circondario, visto che la Lomellina è abbastanza sguarnita di palestre.  Ma quella di Vigevano è un’eccezione: già a Mortara allenarsi è più difficile, la città dell’oca dispone solo di due sedi, così come Garlasco e Gambolò. A Cassolnovo ci si deve accontentare di un centro sportivo con sala pesi, a Sannazzaro c’è una solo struttura, a Mede sono tre, San Martino Siccomario dispone di un franchising aperto 24 ore su 24 e di un centro fitness che propone allenamenti personalizzati, corsi di functional training e consulenza nutrizionale.

TROPPA DISTANZA Insomma soprattutto nell’area interna allenarsi richiede grande dedizione… prima ancora che per allensarsi, per spostarsi dal proprio comune verso altri centri che diano la possibilità di farlo. E qui si torna alla storia di Rocco Strangio, residente a Zeme, che percorre tre volte a settimana circa 50 chilometri tra andata e ritorno per allenarsi a Vigevano: «L’unica pecca è rappresentata dalla distanza. Percorrere così tanti chilometri ogni settimana ha un costo non indifferente, ma la palestra di Vigevano è quella più vicina in grado di offrirmi un programma completo, quindi devo per forza di cose sapermi adattare e compiere questo piccolo sacrificio se voglio continuare ad avere risultati. Conosco anche ragazzi di Zeme e comuni limitrofi che addirittura vanno a Novara, quindi fuori regione per allenarsi in palestra. Purtroppo il nostro è un territorio che da questo punto di vista offre poche possibilità».

Af, Ev

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