Scuola, sarà “l’anno della condotta”

Alla vigilia della prima campanella, le scuole iniziano a muoversi per affrontare le novità dell’anno scolastico 2025-26: divieto di usare gli smartphone anche alle superiori, giudizio sospeso con obbligo di produrre un elaborato per chi ha 6 in condotta, nuova formula per il colloquio dell’esame di Stato (anche se in quest’ultimo caso occorrerà aspettare ancora per sapere come cambierà).

NO SMARTPHONE Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in giugno ha firmato una circolare con cui si estende anche alla secondaria di secondo grado il divieto già in vigore per quella di primo grado e per la primaria. Secondo l’Istituto superiore di sanità il 25% degli adolescenti italiani fa un uso «problematico» dello smartphone, ragione per cui il provvedimento ha raccolto il consenso delle associazioni di categoria di insegnanti e dirigenti scolastici, nonché delle organizzazioni sindacali, ma ciascun istituto ora dovrà capire come organizzarsi: acquistare armadi con serratura in cui custodire i telefoni? Farli riporre negli armadietti personali degli studenti dove presenti? A chi spetterà la custodia? Problemi organizzativi per i quali ogni scuola dovrà trovare soluzioni.

CONDOTTA Sempre in estate il Ministero ha poi chiarito alcuni aspetti relativi al voto di comportamento – già “riformato” nel precedente anno scolastico – che restavano da definire. Due i passaggi più importanti, da un lato alle superiori un 6 in condotta non sarà più un semplice avvertimento, ma determinerà il giudizio sospeso. Gli studenti dovranno redigere un elaborato critico su temi di cittadinanza, legato ai motivi che hanno portato alla valutazione, e superare una prova per essere ammessi all’anno successivo. Dall’altro lato il comportamento sarà valutato non per quadrimestre, ma sulla base dell’intero anno scolastico. Il voto di 5 in condotta comporterà la bocciatura automatica, anche in presenza di voti sufficienti in tutte le altre materie. La stessa severità si applicherà a comportamenti gravi e reiterati, come episodi di bullismo o aggressioni verbali e fisiche, che renderanno il raggiungimento della sufficienza in condotta un miraggio. Il credito scolastico massimo sarà riservato solo agli studenti con almeno 9 in condotta, premiando l’impegno e la serietà dimostrati nel corso degli anni. Anche nella scuola primaria, il voto di condotta inciderà sulla valutazione finale, rendendo il comportamento un fattore chiave per l’ammissione alla classe successiva.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: costruire una scuola fondata sulla responsabilità e sul rispetto delle regole.

SOSPENSIONI “FURBE” Un altro punto cardine del nuovo regolamento riguarda le sanzioni. Le sospensioni non saranno più una “vacanza” forzata da casa, ma si trasformeranno in un’occasione di crescita educativa. Valditara ha spiegato «che chi sbaglia, non è escluso, ma responsabilizzato». Le sospensioni che superano i 2 giorni obbligheranno gli studenti a partecipare ad attività di cittadinanza solidale. In caso di sospensioni brevi, invece, saranno previste attività di approfondimento educativo.

ECCO IL CALENDARIO Il ministero ha già reso noto dagli inizi di agosto il calendario scolastico 2025/2026. Le lezioni ripartiranno il 9 settembre per tutti gli ordini e gradi di istruzione. Il primo ponte festivo sarà quello di Ognissanti (1 e 2 novembre), seguito da quello dell’Immacolata (8 e 9 dicembre). Le vacanze di Natale andranno dal 23 dicembre al 6 gennaio. Il lungo ponte di Pasqua si terrà tra il 17 e il 22 aprile. L’ultimo giorno di scuola sarà il 10 giugno. IL

PIANO ASSUNZIONI In questo quadro di riforme, si inserisce anche un piano di assunzione di docenti, per il quale saranno cruciali anche i tempi, così da permettere un inizio ordinato delle lezioni senza cattedre vacanti. Sebbene il Ministero abbia annunciato un considerevole numero di nuovi ingressi, i dettagli su concorsi, tempistiche e destinazioni sono attesi nei prossimi mesi. A pochi giorni dall’inizio della scuola e dopo che l’ultima tornata di assunzioni non ha coperto tutti i posti, in provincia di Pavia, denunciano però i sindacati, ci sono oltre 500 cattedre scoperte, dall’infanzia alle superiori, e quasi la metà sono posti di sostegno. Attesa infine per la misura, annunciata da Valditara, per riservare alloggi a prezzi calmierati a lavoratori della scuola che si trasferiscono per motivi professionali.

Massimo Sala

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