Referendum / Perché no: non risolvono le questioni

Per quale motivo bisognerebbe votare “no” ai referendum? Per quanto riguarda la politica, le forze di maggioranza (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega) si sono schierate tutte per l’astensione con l’eccezione di “Noi Moderati” che si è espressa per il “no”, rimanendo comunque nell’ambito della contrarietà. Riguardo ai quesiti sul lavoro sono per il “no” anche Azione e Italia Viva, mentre +Europa è per il “no” ai primi tre. Sono schierate contro la consultazione sul lavoro anche Confartigianato e Confindustria, contraria anche la Cisl.

SCHEDA VERDE Il primo quesito, sulle tutele crescenti, è avversato da chi è contrario perché ritiene che rappresenti un passo indietro, un ritorno non all’articolo 18 che tutela i lavoratori dai licenziamenti, ma a quanto normato dalla cosiddetta “legge Fornero”, che non prevede quelle garanzie maggiori che i sostenitori ritengono ci sarebbero. Inoltre si produrrebbe una divaricazione tra la normativa italiana e quella comunitaria, senza considerare che la Corte Costituzionale e il Parlamento sono già intervenuti per mitigare la norma e hanno previsto casi di reintegro ed eccezioni.

SCHEDA ARANCIONE Il secondo quesito tocca un tema sensibile per le piccole imprese, che con la vittoria del “sì” si troverebbero a rischio sostenibilità in caso di indennizzi particolarmente onerosi; in aggiunta a maggiori tutele per pochi lavoratori si rischierebbe di disincentivare le assunzioni in quanto queste comporterebbero un rischio maggiore per realtà che hanno risorse limitate. L’assenza di un tetto massimo stabilito a priori pare lasciare troppa discrezionalità al giudice e in generale troppa incertezza.

schede referendum

SCHEDA GRIGIA Il terzo quesito potrebbe ledere la flessibilità delle aziende, perché abrogando le norme che chiama in causa si renderebbe più difficile adattarsi alle evoluzioni del mercato nel tempo. Ulteriore criticità il possibile aumento dei contenziosi legato all’obbligo di inserire la causale del rapporto di lavoro, considerando tra l’altro che con la sostituzione della causale con i “quantitativi” si è avuta una riduzione di questi ultimi. Infine non è vero che l’Italia rappresenta un’eccezione in Ue: la media dei rapporti a termine è il 15%, simile a quella europea.

SCHEDA ROSA Il quarto quesito chiama in causa la sicurezza sul lavoro. La vittoria del “sì” porterebbe un aumento dei costi a carico delle imprese e disincentiverebbe il ricorso al subappalto. I contrari sottolineano che è irragionevole attribuire alla committenza un rischio su cui non ha competenza tecnica e che il referendum non tocca il caso – effettivamente esposto a maggiori pericoli – in cui la subappaltante si occupa di pezzi della produzione dell’appaltante.

SCHEDA GIALLA Il quinto quesito sulla cittadinanza per i contrari allarga troppo le maglie per l’attribuzione della medesima. In 5 anni il residente straniero non ha il tempo di integrarsi fino in fondo, né di conoscere adeguatamente la lingua, la cultura e le leggi, in aggiunta la riduzione dell’intervallo temporale potrebbe rappresentare un incentivo all’immigrazione e già oggi l’Italia è il paese europeo che ne concede di più (in termini assoluti, non in rapporto alla popolazione).

Giuseppe Del Signore

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