Coronavirus scuole, studenti in quarantena da 10 a 500 in sette giorni

Sono quasi cinquecento gli studenti pavesi in quarantena (dati al 20-04).

In 14 giorni di scuola in presenza sono passati da 10 a 487, in una settimana l’incremento è stato del 637.9%.

Gli alunni che sono stati posti in isolamento fiduciario si concentrano soprattutto alle elementari (265) e alle medie (152), con un +2309.1% e un +560.9%, sette giorni fa erano rispettivamente 11 e 23. Negli asili e nella materna sono 33 i bambini interessati (+94.1%), alle superiori 37 (+146.7%), erano 15, gli operatori scolastici fermati sono 5, due in più dell’ultima rilevazione. Le classi coinvolte sono 27, non si tratta di focolai, perché gli studenti fermati non sono tutti positivi al Sars-CoV-2, ma sono stati a stretto contatto con un compagno o un operatore positivi.

SALDI Nel frattempo ferve la trattativa tra Governo e Regioni sul rientro a scuola al 100% a partire da lunedì prossimo, 27 aprile. Venerdì scorso il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva annunciato che gli istituti scolastici «riaprono completamente in presenza nelle zone gialla e arancione mentre in rosso vi sono modalità che suddividono in parte in presenza e in parte a distanza», ma nell’incontro con i presidenti del consiglio regionali questa linea è stata corretta, per il semplice fatto che in un anno il trasporto pubblico – ancora al 50% – non è stato potenziato abbastanza da consentire il rientro degli studenti in aula insieme agli altri pendolari.

Così in zona rossa si dovrebbe tornare in classe nella secondaria di secondo grado almeno al 50% e fino al 75%, in quelle arancione e gialla almeno al 60% e fino al 100%, che difficilmente si raggiungerà,

anche se sarebbe opportuno iniziare a pensare la realtà scolastica non come un monolite: ci sono istituti soggetti a un forte pendolarismo, per i quali il problema dei mezzi si pone, e altri che hanno un’utenza soprattutto cittadina, senza contare le differenze legate al contesto urbano in cui sono inseriti. Intanto il presidente lombardo Attilio Fontana ha dichiarato alla stampa che

dobbiamo risolvere il problema dell’equazione insostenibile che vede le scuole al 100% e la copertura dei treni al 50%

Pare che la politica non abbia fatto i compiti, per questo lo stesso Fontana torna a riproporre come soluzione «dilazionare l’ingresso degli studenti nelle scuole», inapplicabile sia per ragioni organizzative interne agli istituti, nei tecnici e nei professionali la prima campanella suonerebbe alle 8 e l’ultima verso le 17, sia perché di nuovo occorrerebbe garantire posti su bus e treni in tutte le fasce orarie.

Gds

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