Sanità, Pavia migliora ma c’é il problema delle urgenze

Aumentano le prestazioni dell’Ats di Pavia nel biennio 2022-2024. Un quadro in crescita, che denota tuttavia delle criticità nelle reti “tempo-dipendenti” (eventi cardiologici, ictus, traumi, emergenza-urgenza) e nelle attività di screening, dove il territorio migliora ma le adesioni della popolazione restano ancora troppo poche. È il ritratto che emerge nella statistica “Performance Aziende Sanitarie territoriali” di Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, che sarà presentata martedì prossimo a Roma.

CRESCITA Nel corso dello scorso anno, Agenas premia l’agenzia pavese con una performance “alta” per azienda ospedaliera, investimenti, sostenibilità economica-patrimoniale e assistenza distrettuale. Confrontando questi indicatori con quelli delle altre aziende lombarde, l’Ats di Pavia si posiziona in media al quinto posto; mentre al sesto su base nazionale nel cluster 400mila – 700mila abitanti. Per quanto riguarda il capitolo degli investimenti, nel periodo 2022-2024, è stato registrato un tasso di crescita pari al +13.4%, con un impegno concentrato soprattutto nel rinnovo di grandi apparecchiature, nell’incremento delle immobilizzazioni materiali, così come nel ricorso a noleggio e leasing. Numeri che fanno ben sperare anche guardando all’assistenza ospedaliera, con un aumento di performance pari al +0.5%. Un aumento, seppur lieve, premiato da un maggiore rispetto dei tempi di attesa. Non di meno l’assistenza distrettuale che ha visto una crescita pari al +3.6%, con performance alte per posti letti hospice, posti letto in strutture residenziali e dotazioni servizi territoriali e ospedalizzazioni evitabili. In leggera diminuzione invece la sostenibilità economico patrimoniale (-2%), seppur valutata sempre con performance alta.

In risalita anche le prestazioni relative agli screening, nonostante siano stati valutati “medi” da Agenas.

CARDIOLOGIA Accanto ai dati gestionali emergono però numeri che raccontano una fragilità diversa, quella delle reti tempo-dipendenti (cardiologica, ictus, trauma ed emergenza-urgenza) che richiedono una rapidità di risposta spesso incompatibile con le distanze della provincia. Nella rete cardiologica, Pavia presenta la copertura più bassa della Lombardia entro 15 minuti (63%). A 30 minuti, però, la rete raggiunge il 97%, allineandosi alle altre Ats. Un divario che non dipende dalla qualità delle cure. L’Ospedale Civile di Vigevano, hub per la Lomellina, registra 170 ricoveri per infarto e una mortalità al 30° giorno del 5.79%, nella media nazionale.

ICTUS e TRAUMA Ancora più evidente è la situazione nella rete ictus. Solo il 43.4% della popolazione over35 può contare su un centro idoneo entro 15 minuti, dato più basso della regione. A 30 minuti la copertura sale al 93.9%, ma per l’ictus la differenza tra un accesso a 10 o a 25 minuti può determinare l’accesso o meno alla trombolisi. Il San Matteo resta un punto di eccellenza regionale per volumi ed esiti, ma molti pazienti arrivano al percorso già fuori tempo utile. La rete trauma conferma il quadro. Pavia è al 65% di copertura a 15 minuti, ancora tra le percentuali più basse. L’Ospedale Civile di Vigevano tratta pochi traumi severi, 61 in tre anni, con una mortalità del 49%, un dato che con tutta probabilità riflette la gravità selezionata dei casi che vi giungono. A 30 minuti, la copertura torna al 98%.

EM-UR Infine, nella rete emergenza-urgenza, l’Ats raggiunge il 79% della popolazione in 15 minuti dal primo presidio. Il pronto soccorso di Vigevano non mostra criticità strutturali. Basti pensare che gli accessi evitabili sono contenuti e le permanenze superiori alle otto ore restano nella media regionale. Anche qui, il nodo non è interno all’ospedale, ma nel tragitto per raggiungerlo.

Rossana Zorzato

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