Settimana sociale / Via all’avvicinamento a Trieste per parlare di democrazia

“Al cuore della democrazia, partecipare tra storia e futuro”.

E’ questo il titolo della cinquantesima Settimana Sociale dei cattolici in Italia, che si svolgerà a Trieste dal 3 al 7 luglio del prossimo anno, ma che ha iniziato a muovere i primi passi da fine giugno con la pubblicazione del Documento preparatorio che farà da filo conduttore dell’evento.

La pubblicazione di queste vere e proprie linee guida mette in moto la macchina che dalle Diocesi porterà alle giornate triestine.

L’ITER Questo perché «la cinquantesima Settimana Sociale è pensata non come un evento, ma come un processo» in tre fasi, una di preparazione, da quest’estate fino a giugno dell’anno prossimo, una di realizzazione, le giornate dal 3 al 7 luglio 2024, e una di generazione, fino a maggio 2025 per diffondere «raccomandazioni generali» nonché «suggerimenti e idee su modi e iniziative per favorire la partecipazione alla vita democratica». Nel corso della prima si succederanno tre momenti differenti, a partire da un percorso «guidato e partecipativo» interno alle realtà diocesane per favorire l’emergere di “Buone pratiche” «proposte da gruppi, associazioni, famiglie religiose, amministrazioni locali, cooperative e altre forme di aggregazione», coinvolgere i “Cantieri di Betania” – attivato anche dalla Diocesi di Vigevano nell’ambito del programma pastorale 2021-2023 “Un cuore che arde” – e inviare al Comitato scientifico-organizzatore un contributo. In un secondo momento occorrerà individuare i delegati «che parteciperanno ai lavori in rappresentanza delle Diocesi, delle aggregazioni laicali, delle famiglie religiose», quindi chi vorrà potrà candidarsi per esporre uno stand dei “Villaggi delle Buone pratiche” che saranno allestiti nelle piazze di Trieste.

AL CONFINE La scelta della “ultima città d’Italia” è evocativa dell’indirizzo che sarà seguito durante le giornate della Settimana sociale. «Trieste è città di confine – si scrive nel Documento preparatorio -»

proiettata verso l’Europa e aperta verso Est, con una presenza storica di tante Confessioni cristiane e religioni diverse; terra segnata da divisioni politiche che ne hanno attraversato la storia, con luoghi simbolo che ci ricordano dove porta la negazione della democrazia, dalla Risiera di San Sabba alle Foibe

I confini come linee di demarcazione da superare, tanto che per la prima volta l’iniziativa non si limiterà alle tavole rotonde per definire proposte su temi specifici, questa volta chiamati “Laboratori della partecipazione”, alle relazioni tematiche e ai momenti di incontro con la Parola, ma prevederà appunto i “Villaggi delle Buone pratiche”, aperti a tutti così come le “Piazze della democrazia” con approfondimenti, incontri, testimonianze, ed eventi culturali, musicali, teatrali, artistici per tutti. Non a caso proprio “partecipazione” è la vera parola chiave della Settimana, individuata quale vero “cuore della democrazia”.

Settimana Sociale Trieste 2024 - logo
il logo della Settimana Sociale di Trieste 2024

SIMBOLO Come racconta anche il logo scelto ovvero dei baloon che si intrecciano dando l’idea di persone che si abbracciano, all’insegna della multiculturalità e del pluralismo, e che allo stesso tempo formano una croce e un cuore, a loro volta simbolo di una comunità che è tale solo con il contributo attivo di tutti i suoi membri. Ultima novità, la Settimana si inserisce appieno nel Cammino sinodale che è in corso nella Chiesa italiana e per la prima volta si rivolge specificamente ai cattolici “in Italia” «in segno di apertura e di riconoscimento della presenza nel nostro Paese e nelle nostre comunità di persone provenienti da tanti luoghi del mondo». Non è la prima volta che si affronta il tema della democrazia, al centro nel 1945 quando l’Italia stava scegliendo l’ordinamento repubblicano e democratico (“Costituzione e costituente”), nel 1993 quando la fine della Guerra fredda, gli scandali politici legati alla corruzione e le stragi di mafia segnarono la fine della Prima repubblica (“Identità nazionale, democrazia e bene comune”) e nel 2004 quando il Paese stentava a trovare il suo posto nel mondo multipolare (“La democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri”). Ritorna ora a fronte di uno smarrimento che prosegue e che sembra toccare l’identità stessa della Repubblica e del popolo italiano.

Giuseppe Del Signore

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