Ucraina / padre Mainoldi (ortodossi): «Chi è cristiano condanna la guerra»

La fede in Dio, uno strumento che mai come oggi diventa emblema di unione e di speranza. Il conflitto ucraino che divampa ormai da più di un mese, sta avendo delle ripercussioni anche in ambito religioso. In merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dal patriarca di Mosca Kirill, che nella sostanza ha sostenuto la legittimità da parte del popolo russo di portare avanti la guerra, arriva una presa di posizione da parte di Padre Sergio Mainoldi, rappresentante della comunità religiosa ortodossa ucraina di Vigevano.

Le persone che antepongono aspetti politici alla propria fede non sono cristiane – precisa Padre Sergio – per me esistono solo i cristiani, solo uomini di fede. La nazionalità passa in secondo luogo

padre Sergio Mainoldi, protopresbitero di Vigevano

SCELTA MOTIVATA Una posizione che trova la sua fondatezza in momenti significativi della storia della Chiesa ortodossa: «Durante il corso del Grande Sinodo panortodosso che si tenne a Costantinopoli nel 1872 – ricorda padre Mainoldi – fu stabilito che la Chiesa non avrebbe dovuto mai più interessarsi di questioni politiche. Fu una decisione che rappresentò una svolta significativa per l’ortodossia». Al di là della linea ufficiale, c’è anche una volontà personale. «Chiaramente condanno la guerra in ogni sua forma e promuovo la pace, un messaggio che dovrebbe accomunare tutti i cristiani. Diverse famiglie sono arrivate a Vigevano con l’intento di trovare sicurezza ed ospitalità. Le nostre porte sono aperte a tutti, russi, ucraini, e a chiunque voglia aprire il proprio cuore alla fede in Dio».

ECUMENISMO Un messaggio di unione, e non di divisione, dal quale Padre Sergio non ha alcuna intenzione di trascendere. Perché se è vero che l’odio divide, è altrettanto vero che la fede è un elemento che non conosce confini. «Nei giorni scorsi è partita una spedizione di beni di prima necessità in aiuto degli ucraini – prosegue – mentre in queste settimane ci adopereremo raccogliere altri generi alimentari, vestiti e medicinali che verranno consegnati in una fase successiva. Chiunque lo desideri, potrà dare il proprio contributo».

Edoardo Varese

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