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Una famiglia di tre persone in affitto può arrivare a spendere anche 1300 euro al mese. La morsa del lavoro povero non risparmia nemmeno il territorio di Vigevano e della Lomellina. Quello dei cosiddetti “working poor” è un fenomeno che si sta cronicizzando anche in un territorio che, fino a qualche decennio fa, garantiva stabilità grazie a un tessuto industriale e artigianale vivace. Oggi chi ha un contratto spesso guadagna troppo poco per far fronte alle spese di base come affitto, utenze e spesa settimanale, il più delle volte facendo fatica ad arrivare alla fine del mese.

AFFITTO A maggio 2025, secondo Immobiliare.it, per prendere in affitto un bilocale a Vigevano bisogna mettere in conto un esborso medio di 700-800 euro al mese, ma non mancano annunci da 550 euro per soluzioni più modeste e fino a 1.600 euro per appartamenti restaurati e centrali. Leggermente più accessibili invece gli immobili nelle città della Lomellina come a Mortara, dove un bilocale in affitto si attesta sui 400-500 euro mensili e Garlasco con una media di 500-600 euro mensili. Sempre il portale di vendite e affitti evidenzia che nella città ducale
a Maggio 2025 per gli immobili residenziali in affitto sono stati richiesti in media € 8,97 al mese per metro quadro, con un aumento del +7.43% rispetto a Giugno 2024 (€ 8,35 mensili al mq). Sinonimo che un lavoratore in affitto deve fare fronte a un primo aumento significativo, quello abitativo.
UTENZE A questi numeri vanno aggiunte le utenze. Per un appartamento di 70 metri quadri, le bollette di luce e gas, tra riscaldamento invernale e climatizzazione estiva, si aggirano in media intorno ai 150-200 euro al mese, variabili in base ai consumi e alle tariffe. L’acqua potabile, con una spesa annua di circa 300-350 euro, incide per altri 25-30 euro mensili. Internet e telefono fisso portano via altri 25-40 euro. Poi c’è la spesa alimentare. Una famiglia di tre persone, se fa la spesa in un supermercato di fascia media, spende mediamente tra i 100 e i 150 euro a settimana. Significa almeno 400-600 euro al mese solo per riempire il frigorifero. A conti fatti, una famiglia che vive in affitto a Vigevano si ritrova a spendere circa 1.300-1.500 euro al mese solo per l’essenziale come affitto, bollette e spesa. Diversa ancora è la situazione per quei nuclei familiari che in casa hanno figli piccoli. In quest’altro caso sono da aggiungere ulteriori voci come rette scolastiche, libri, attività sportive o doposcuola. Per non parlare di imprevisti, di un elettrodomestico rotto o di una visita specialistica a cui dover far fronte senza prima aver fatto i conti.
STIPENDI Se i costi per vivere la vita di ogni giorno aumentano, nel frattempo gli stipendi continuano a restare gli stessi senza adeguarsi al carovita. Basti pensare che un operaio generico o un addetto alle vendite, impieghi tra i più diffusi nel territorio, guadagna tra i 1.100 e i 1.400 euro netti al mese, praticamente un solo stipendio impiegato per mantenere tutte le spese e utenze familiari. Ben più grave la situazione per chi lavora part-time o con contratti a chiamata, il cui salario si ferma anche sotto i 1.000 euro. Precarietà lavorativa che si rispecchia anche nei contratti a tempo indeterminato sempre più rari. Molti giovani si barcamenano tra contratti brevi e collaborazioni che non danno continuità e come risultato anche chi esce di casa ogni mattina per lavorare, a fine mese si ritrova a chiedere un aiuto ai genitori.
Rossana Zorzato



