Le lacrime liberatorie di Messi al termine della rimonta contro l’Egitto. La tristezza di CR7 e Neymar, il tramonto di due top player e ancora una Spagna che sta andando avanti grazie a una difesa impenetrabile. Questi alcuni dei momenti iconici degli ottavi di finale, in un alternarsi di emozioni a non finire e va detto anche di polemiche.
MODELLO SVIZZERO Ora è Carlo Pellegatti, giornalista sportivo di fede rossonera, a fare un bilancio sui Mondiali, mentre ieri sera, quando il giornale era in stampa, sono già iniziati i quarti: «L’Argentina ha diverse lacune – commenta Pellegatti – e sebbene sia la detentrice del titolo sarà molto difficile per lei arrivare in finale e vincere ancora. La Svizzera è una squadra forte, noi ne sappiamo qualcosa dato che non più tardi di due anni fa ci ha inflitto una lezione di calcio agli ultimi Europei. Non è un caso che noi siamo a casa, mentre loro tra le migliori otto del mondo. Complimenti al ct Murat Yakin per aver portato la Svizzera ai quarti di finale di un Mondiale dopo 72 anni. Ora affronta i campioni in carica ma credo che ha le carte in regola per giocarsela alla pari. L’Albiceleste ha cuore e non muore mai, questo è vero, ma con Capo Verde e Egitto a livello difensivo ha commesso molte ingenuità.
Sarà una partita aperta a ogni risultato. Intanto non posso non complimentarmi con Messi che a 39 anni è ancora decisivo come pochi giocatori al mondo.
DIFESA DI FERRO Questa sera in campo Spagna e Belgio, furie rosse contro diavoli rossi. Gli iberici si presentano dopo aver elimintato il Portogallo ma soprattutto «senza aver subito gol. Alla quinta partita del suo Mondiale la Spagna non ha ancora subito gol. Certo, non ha affrontato grandi attacchi (ha giocato contro Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay e Austria) ma insomma non aver concesso quasi niente a questo Portogallo qualcosa vorrà dire. Il suo sistema di possesso finora è sembrato funzionare più da un punto di vista difensivo che da uno offensivo, e lo si è visto dopo l’esordio sfortunato contro Capo Verde anche nel recupero immediato della palla. Da questo punto di vista la Spagna si comporta come una squadra di club: recuperando palla rapidamente dopo averla persa o quantomeno mettendosi in condizione di ostacolare la ripartenza avversaria. Questo rimane un punto di forza notevole in un torneo come il Mondiale».
DELUSIONE BRASILE Una menzione, questa volta in negativo, per il Brasile di Carlo Ancelotti, un allenatore che Pellegatti conosce molto bene: «Le notti europee del Milan ancelottiano non le dimenticherò mai» ma ora anche un vincente come lui non ha potuto «risollevare una Nazionale che vive di glorie passate. Neppure il progetto Ancelotti è decollato. Un tentativo estremo di “normalizzazione” della Selecao. Se il talento non c’è più, proviamo a farne una nazionale all’europea, ben preparata fisicamente e con un’organizzazione di gioco che consenta in un certo modo di nascondere le lacune principali, e affidiamola all’allenatore più vincente, più affidabile e più esperto che c’è al mondo. Non è andata, anche perché, probabilmente, a livello di nazionale, neppure quello che considero essere attualmente il migliore commissario tecnico possibile è in grado di venire a capo delle deficienze strutturali di sistema. Il Brasile quindi arriva così a 24 anni senza titoli mondiali, saranno 28 prima del prossimo appuntamento del 2030, un record negativo. E la Selecao griffata Ancelotti ha fatto peggio delle due precedenti, uscite a livello dei quarti e non degli ottavi di finale».
Edoardo Varese



