Mortara, al Cappa Ricci un campo per Pietro

Quello dell’oratorio Cappa Ricci di Mortara non sarà più un semplice campo da basket, perché sarà intitolato a Pietro Falzoni, diociottenne mortarese, studente dell’IIS Caramuel Roncalli e frequentatore della realtà oratoriale venuto a mancare dodici mesi fa a causa di una malattia incurabile.

INTITOLAZIONE Il suo ricordo, così come il suo altruismo, però non si sono spenti. I suoi amici e l’oratorio continuano a ricordarlo: hanno organizzato un torneo di basket disputatosi proprio al Cappa Ricci due settimane fa, al quale hanno preso parte tanti suoi amici e conoscenti. Per l’occasione sono stati raccolti quasi 18mila euro in favore di Airc, la fondazione per la ricerca sul cancro. Mancava solo un’ultima cosa, un ultimo tassello da aggiungere e quel tassello era imprimere il suo nome su un campo che spesso e volentieri è un luogo di ritrovo per ragazzi appassionati di pallacanestro: «È un’idea – racconta don Marco Torti, parroco di Mortara – nata da don Carlo Cattaneo, dalla famiglia e dagli amici di Pietro. Era un ragazzo molto attivo e propositivo. Ha frequentato per tanti anni il nostro oratorio, mettendosi sempre a disposizione dei bambini e dei suoi coetanei giovani animatori».

Gli amici di sempre lo ricordano bene, così come i suoi compagni di classe e i suoi genitori che hanno avuto in Pietro una figura educativa, che è riuscita a lasciare il segno più di mille parole.

L’annuncio di don Marco Torti di due settimane fa è stato accolto con un lungo applauso e tanta commozione. La comunità mortarese non ha dimenticato Pietro, e non ha dimenticato una delle sue più grandi passioni: il basket.

INAUGURAZIONE Il campo sarà inaugurato il prossimo 5 ottobre, in occasione dell’inizio dell’anno oratoriano. Da quel giorno in avanti, chiunque deciderà di giocare a pallacanestro al Cappa Ricci insieme ai propri amici lo farà pensando a Pietro: «Il suo ricordo – continua don Marco Torti – rimarrà per sempre impresso nella mente di chi ha avuto modo di conoscerlo e di apprezzare le sue qualità umane. Impegnarsi nello studio, nella vita di tutti i giorni e portare avanti il significato della parola amicizia. Pietro non ha mai rinunciato a nulla di tutto ciò. La scuola, l’oratorio, i luoghi di ritrovo con gli amici, scenari di una vita bella trascorsa nella gioia, ricorderanno i momenti che Pietro ha vissuto con onestà e spensieratezza: è stato un esempio di cosa significa saper vivere bene». Al campetto sarà esposta anche una targa commemorativa dedicata a Pietro Falzoni.

Edoardo Varese

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