Contenuto riservato ai sostenitori de L'Araldo
Una festa e un trionfo biancoverdi. Atletico Arluno sale in paradiso, si aggiudica il titolo di campione Csi Open 11 e lo fa battendo 2-0 Micheleria in una finale che i bianconverdi sicuramente a lungo. Il 24 maggio il comunale di Garlasco trema, il pubblico è in visibilio anche se sono i biancorossi a contare sulla fetta più grande di tifo a favore: il coro «forza Micheleria» è andato avanti per tutta l’ora di gioco.
Durante i primi dieci minuti sono proprio i ragazzi di mister Giuseppe Bellazzi a partire forte: pressano, lottano e praticano un buon calcio. Arluno, almeno in un primo momento, fatica a prendere le dovute contromisure ma a lungo andare i ragazzi di Gabriele Marugi prendono il sopravvento. È il 15esimo di gioco quando Mannino, intercettando un filtrante arrivato dalla fascia destra, entra in area di rigore e a tu per tu con l’estremo difensore biancorosso Bardella non manca l’appuntamento con il gol. 1-0 e i suoi compagni di squadra esultano, lo abbracciano e si lasciano andare a un grido di gioia e emozione. Micheleria però non ne vuole sapere di arrendersi e gettare la spugna e prova per quanto possibile a reagire, ma è evidente che non riesce a risollevarsi e a riprendersi dal gol subito. Durante il corso della seconda frazione di gioco la musica non cambia più di tanto. Arluno continua a fare la partita, a tenere alto il proprio baricentro e a disorientare gli avversari con una rete quasi infinita di passaggi in mezzo al campo. Micheleria prova timidamente a farsi vedere in avanti per cercare di agguantare il pareggio ma al 60′ succede l’irrimediabile. Micheleria perde una palla velenosa e pericolosa in mezzo al campo, preparando un’autentica prateria ad Arluno.
Quintadamo non ha nessun problema a depositare con un diagonale diretto verso l’angolino il gol del 2-0. Di fatto il match si può considerare concluso. Arluno crea almeno altre due occasioni per calare il tris, ma questa volta i ragazzi di Marugi non sono sufficientemente lucidi sotto porta. Nel finale Micheleria prova quanto meno a trovare il gol dell’1-2 per riaprire la partita: ottiene due punizioni pericolose al limite dell’area, ma nessuna di queste porta a qualcosa di concreto. L’espulsione diretta di Pagani verso la fine non basta a Micheleria per cercare di riaprire la partita. E quando il direttore di gara decreta la fine delle ostilità ha inizio la festa biancoverde. Arluno solleva la coppa tra le emozioni dei propri tifosi, tra la soddisfazione di chi un sabato sera di fine maggio ha deciso di accompagnare i propri beniamini dal comune milanese fino al cuore di Garlasco. Delusione invece a caldo tra i ragazzi di Micheleria, nonostante i tifosi abbiano comunque ringraziato i giocatori di mister Bellazzi per il percorso e le emozioni che hanno saputo regalare da inizio settembre, dalle partite del girone B, passando per i playoff fino ad arrivare alla finale. Una finale che, seppur persa, per i biancorossi rappresenta un punto da cui ripartire per l’anno prossimo, ma questa è un’altra storia.
La marcia favolosa di Arluno
La vittoria finale contro Micheleria è il culmine di un progetto, la ciliegina sulla torta di un percorso che ha saputo convincere dall’inizio alla fine. Atletico Arluno durante la stagione ha dimostrato di essere una squadra completa sotto ogni punto di vista. Secondo posto nel girone B con 82 reti messe a segno, terzo attacco più proficuo, dietro a Rosasco (85) e Polisportiva Albonese (83) e terza difesa meno battuta con 29 reti subite in 32 partite. Arriva poi il momento dei playoff: agli ottavi mister Marugi e i suoi eliminano Copiano, formazione del gruppo A, ai rigori.

Ai quarti battono 1-0 Tennis Club, prendendosi la rivincita della finale persa proprio contro la compagine pavese nel 2023. In semifinale il 2-1 a Cuore 1990, la squadra vincitrice dell’edizione dello scorso anno, fa capire ancora di più che Arluno ha tutte le carte in regola per vincere il torneo e così è. In finale il 24 maggio il 2-0 a Micheleria vale la vittoria del titolo per i milanesi. Un successo che porta inevitabilmente la firma di mister Gabriele Marugi: «Non posso che essere soddisfatto dei miei ragazzi – commenta il tecnico di Arluno – in finale abbiamo dimostrato di avere fame, di avere voglia e di desiderare questa vittoria più di qualsiasi altra cosa. Siamo stati bravi a concretizzare le nostre occasioni e a non subire particolari rischi. Complimenti alla squadra che ha saputo regalarmi una bellissima emozione, ma ringrazio anche i nostri tifosi per averci seguito e accompagnato non solo in occasione della finale di Garlasco, ma durante tutte le partite di questa stagione». Una vittoria figlia di un collettivo e di un gioco di squadra che quest’anno non ha avuto eguali, ma tra tutti i giocatori uno che ha saputo mettersi in mostra è Simone Castaldo, centrocampista che in virtù delle dieci marcature collezionate nel girone B ha dato prova di una spiccata attitudine per la fase offensiva: «È un ragazzo straordinario – prosegue Marugi – è una delle nostre punte di diamante ma in generale tutti i miei ragazzi hanno fatto la loro parte e di questo non posso, come allenatore, essere orgoglioso».
Quest’annata ci lascia parecchio soddisfatti, sottolineo ancora una volta l’impegno che i ragazzi hanno sempre mostrato. Si sono allenati intensamente, per un campionato amatoriale hanno svolto un lavoro considerevole.
Ogni traguardo, nella vita così come nel calcio e nello sport, rappresenta però un nuovo punto di partenza e lo sguardo di mister Marugi è già proiettato al futuro: «Per la prossima stagione ci impegneremo a continuare a essere competitivi. Punteremo a percorrere quanta più strada possibile e arrivare fino in fondo. Non sarà facile vincere ancora ma abbiamo il dovere e l’obbligo di provarci». Per Arluno sorriso a 360°, ma c’è soddisfazione anche tra i giocatori e la dirigenza di Chicco Civita per la vittoria in Coppa Csi contro La Monica Antincendi (di cui si può leggere a pagina IV): «Abbiamo disputato una stagione in linea con le nostre aspettative – spiega il presidente Giuseppe Mondo – con qualche punto in più nel girone avremmo potuto qualificarci per i playoff, ma comunque abbiamo avuto un andamento lineare con lo spirito alla base del nostro gruppo. Noi scendiamo in campo principalmente per divertirci e per stare in compagnia. Certo quando si gioca subentra anche la componente agonistica e la voglia di vincere. La finale di Coppa non è quella del titolo questo è vero, ma è pur sempre una finale e la squadra l’ha affrontata e giocata nel modo giusto. Mi ritengo soddisfatto del percorso dei ragazzi, è stato bello vedere alcuni di loro festeggiare con i loro figli e i loro amici. Ora ci concediamo un po’ di meritato riposo dopo una stagione di nove mesi. Certo, quando saremo tutti liberi, ci ritroveremo qualche serata per trascorrere alcune ore in compagnia, per il resto abbiamo tutto il tempo del mondo per parlare della prossima stagione e del prossimo campionato».
Edoardo Varese

