Da Garlasco a Dorno, un’odissea

Sale la protesta per la chiusura della provinciale 206, col collegamento tra Dorno e Garlasco interrotto ormai da oltre due settimane all’altezza di Cascina Chiozzino.

CASE PERICOLANTI Una situazione che sta mettendo a dura prova residenti, automobilisti e attività della zona, costretti a fare i conti ogni giorno con deviazioni e percorsi alternativi per raggiungere le rispettive destinazioni. Il provvedimento si è reso necessario per il pericolo rappresentato da alcuni fabbricati fatiscenti che costeggiano la carreggiata, non lontano dall’ingresso di Dorno. Le condizioni degli edifici fanno temere infatti possibili cedimenti e il rischio che parti delle strutture possano precipitare sulla strada, con conseguenze evidentemente molto gravi per chi si trovasse a transitare in quel momento. Da qui la decisione di vietare completamente il passaggio lungo la strada.

La Provincia ha fatto chiudere quel tratto – spiega il vicepresidente Serafino Carnia – in seguito a un’ordinanza del sindaco di Dorno, Francesco Perotti. Purtroppo l’edificio è pignorato e all’asta: il Comune e il tribunale dovranno capire come risolvere la cosa.

A pagare il prezzo della chiusura sono soprattutto coloro che utilizzano quotidianamente questa arteria.

DISAGI PESANTI Non sono pochi infatti i residenti e i proprietari di aziende agricole e attività artigianali della zona che lamentano disagi sempre più pesanti. La provinciale 206 rappresenta infatti un collegamento importante per la viabilità della Lomellina e viene utilizzata ogni giorno da un numero consistente di automobili, pullman, mezzi pesanti e veicoli di soccorso. La chiusura obbliga gli utenti a percorrere strade alternative, allungando sensibilmente i tempi di viaggio e contribuendo ad appesantire una rete viaria già spesso congestionata. Chi arriva da Vigevano, per esempio, deve utilizzare l’ex statale 596 oppure scegliere il percorso lungo la provinciale 19, che collega Dorno con Gropello Cairoli. C’è poi chi, per evitare deviazioni troppo lunghe, cerca strade secondarie e percorsi meno agevoli, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza e sulla circolazione. Con il passare dei giorni, cresce così l’esasperazione di chi vive e lavora in questa parte della Lomellina.

RIDURRE I PROBLEMI Il timore è che una chiusura destinata a protrarsi possa aggravare ulteriormente i problemi, soprattutto se non verranno individuate soluzioni in grado di alleggerire il traffico e garantire almeno un collegamento provvisorio. L’ordinanza che dispone la chiusura della provinciale 206 resterà infatti in vigore fino a quando non saranno completati gli interventi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati pericolanti. Una prospettiva che, al momento, non lascia intravedere una riapertura in tempi brevi. Ed è proprio per questo che dai cittadini arriva un appello alle istituzioni: individuare al più presto una soluzione alternativa che consenta di ridurre i disagi. Tra le ipotesi avanzate c’è anche quella di valutare, se le condizioni di sicurezza lo permetteranno, una riapertura almeno a senso unico alternato, così da restituire un minimo di normalità alla circolazione in attesa della definitiva messa in sicurezza dell’area.

Davide Zardo

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