I Longobardi tornano al castello di Gambolò?

Una nuova ala del castello dove poter esporre i reperti longobardi, che sono stati trovati alla frazione Belcreda nel 2018. «Abbiamo fatto richiesta – spiega il sindaco di Gambolò Antonio Costantino – di avere un contributo nell’ambito dei fondi del Pnrr, per sistemare il complesso del castello, dove saranno ospitati i resti della necropoli longobarda che è emersa durante gli scavi per il metanodotto in un campo alla frazione Belcreda. La richiesta è di circa un milione di euro». L’altro passaggio che il comune di Gambolò dovrà affrontare è quello di riuscire ad avere i reperti ritrovati a Gambolò.

Alcuni dei monili delle 27 tombe ritrovate (non c’erano corpi perché ormai completamente decomposti) si trovano al museo archeologico di Vigevano, ma fin dall’inizio il sindaco di Gambolò non ha fatto mistero di voler portare i reperti nel comune dove sono stati ritrovati. «Dobbiamo tenere presente – continua Costantino – che non sono di proprietà comunale, ma appartengono allo stato. Siamo in contatto diretto con la sovrintendenza e per questo vogliamo approntare lo spazio in modo che sia in grado di accoglierli. Abbiamo così mandato al ministero il progetto per la sistemazione dell’ala Sud del castello Litta». Intanto stanno per finire anche i lavori all’ala Nord, che sono stati finanziati dall’amministrazione comunale gambolese. «Abbiamo già trasferito nella nuova ala del castello – continua Costantino- anche gli uffici della polizia locale, abbiamo effettuato la messa in sicurezza del salone Litta. Il castello a breve sarà pronto e vi trasferiremo tutti gli uffici del comune». Intanto sono arrivati a Gambolò altri fondi del Pnrr, come spiega lo stesso sindaco Antonio Costantino.

«Abbiamo avuto dal Pnrr 500mila euro – continua il sindaco – per rimettere in ordine tutto il corso Umberto e molto probabilmente riceveremo alcuni fondi importanti per la messa in sicurezza della discarica della Belcreda». La discarica chiusa a metà degli anni 2000, ha continuato a produrre percolato. Nel corso degli ultimi quindici anni ha ospitato un impianto a biogas e a pannelli solari. Entrambe le società non si trovano più in loco, ma il comune si sta facendo ancora carico del percolato, la sostanza prodotta dai rifiuti. Abbiamo mandato anche il progetto per il castello perché l’ala Sud che è quella in contiguità del museo e lì ci sarà lo spazio per allocare alcuni reperti longobardi che sono stati trovati a Gambolò: non sono nostri ma dello stato se la struttura è adeguata è molto probabile che ce li mandino. Abbiamo chiesto circa un milione di euro. Con il discorso del comune in Castello e la messa in sicurezza antisismica del salone litta abbiamo portato a termine la missione di recuperare tutto il castello.

Andrea Ballone

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