Hanno fatto la guerra per tanto tempo a mascherine, green pass e vaccini. In questi giorni invece il loro obiettivo è un medico di medicina generale di Garlasco, rea, secondo loro, di non avere visitato una bambina, che si è presentata in studio con la madre. Entrambe hanno rifiutato di mettere la mascherina e la dottoressa le ha fatte accomodare fuori dallo studio.
RISSA SOCIAL A denunciare l’episodio sui social è il Comitato Fortitudo costituito l’8 settembre del 2021 da Grazia Piccinelli, presidente pasionaria a capo dei ribelli no vax. E’ la stessa Piccinelli che punta il dito contro la dottoressa Amalia Corbetta che, contattata dal nostro giornale, preferisce non commentare, sostenendo «che non ha intenzione di dare spazio a chi strumentalizza questioni legate alla salute della gente per farsi pubblicità».
FRONTI OPPOSTI Le posizioni sono radicalmente contrastanti. Piccinelli sostiene che non esiste nessuna normativa di legge che obbliga a mettere la mascherina, mentre il medico di famiglia di Garlasco sostiene che il suo studio di medico è uno spazio privato dove lei può decidere cosa fare.
QUI COMANDO IO «Se io dovessi chiedere ai miei pazienti di togliersi le scarpe – sostiene a gran voce nella registrazione dell’animato confronto diffuso in rete dalla Piccinelli – o loro si tolgono le scarpe o cambiano il dottore». Il medico parla poi di una “circolare Schillaci” che caldeggia l’uso del dispositivo di protezione individuale, ma secondo la protavoce dei no vax questa direttiva non avrebbe effetto di legge. La polemica non si arresta. Piccinelli è lapidaria: «Non funziona così, lei non può imporre un bel niente e oltretutto ha negato il diritto alle cure». I toni, ovviamente, a questo punto si accendono, anche perché la dottoressa rivendica i suoi quarant’anni di esperienza e i diffusi commenti positivi sul suo lavoro, ribadendo «che la signora entrata nel suo studio era di un’arroganza inaudita e mi ha messo sotto il naso un documento della questura di Pavia. Lei è entrata in casa mia e l’ambulatorio del medico di famiglia è un ambulatorio privato e quindi io faccio quello che voglio». La coda della Piccinelli è prevedibilmente polemica: «Per una mascherina lei non cura una bambina. E in questo modo faccio anche la rima».
PARERI ASST E ORDINE Asst fa sapere che in una situazione del genere non può entrare nel merito, in quanto «il rapporto tra i medici di base e i loro pazienti e un rapporto fiduciario e per certi versi privato» e quindi non prende posizione né da una parte né dall’altra. L’ordinanza del 28 aprile 2023 sull’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, all’aticolo 4 recita che, per quanto riguarda gli ambulatori medici, la decisione sull’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratori resta alla discrezione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Solo i bimbi inferiori ai sei anni non hanno l’obbligo. L’Ordine dei medici, ovviamente, fa riferimento al precedente dispositivo di legge e ricorda che l’ordinanza sarà in vigore fino al 31 dicembre.
Massimo Sala

