Un operaio di 45 anni di Vigevano, Antonio D’Angiolella, è deceduto nella mattinata di giovedì 12 dicembre mentre lavorava all’interno del termovalorizzatore di Parona. «Esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’operaio – dichiara Andrea Di Pietro, segretario provinciale e componente del direttivo nazionale Ugl Partecipate Servizi Ambientali – la sua è un’altra vita spezzata nel contesto lavorativo che richiama con forza l’attenzione su un tema imprescindibile: la sicurezza sul lavoro non è un’opzione, ma un diritto inalienabile. Ogni lavoratore deve poter svolgere la propria attività in un ambiente che garantisca condizioni sicure e che prevenga tragedie evitabili». Secondo i primi accertamenti il lavoratore sarebbe travolto dal braccio di una benna, che si sarebbe staccato cadendogli addosso e provocandogli traumi gravissimi, che ne hanno causato la morte. Sul posto, oltre ai soccorritori del 118, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Vigevano e gli ispettori del lavoro di Ats Pavia.
INTERROGATIVI «È un episodio – continua il rappresentante dell’Ugl – che solleva interrogativi urgenti sulla manutenzione degli impianti, sulla vigilanza e l’applicazione rigorosa delle normative in materia di sicurezza. Chiediamo che si faccia piena luce sull’accaduto e che siano adottate misure immediate per garantire che simili tragedie non abbiano più a ripetersi. Le ispezioni periodiche, la formazione del personale e il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza devono essere priorità assolute per ogni azienda e ente coinvolto in attività a rischio. Non si può morire per lavorare. Non possiamo accettare che il diritto alla vita venga sacrificato sull’altare della produttività o dell’inefficienza. Ribadiamo il nostro impegno a lavorare al fianco delle autorità e delle aziende per promuovere una cultura della sicurezza, affinché ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo alla fine della giornata».
Davide Zardo

