Si terrà domani sera a Gravellona la fiaccolata per ricordare Federica Coviello, la donna di 51 anni, che pochi giorni fa ha perso la vita mentre era al bar, travolta da un automobilista che si lanciato con l’auto contro la vetrina del locale, dopo che i proprietari avevano deciso di non dargli più da bere.
IN PIAZZA L’episodio era avvenuto intorno alle 20 dello scorso 16 giugno nella piazza principale del paese. Ben Chraiet Ouasfi, in evidente stato di alterazione, era entrato nell’Antica Caffetteria, gestita da una cittadina cinese, con la quale aveva avuto un’accesa discussione. Dopo aver ordinato diverse sambuche e mostrandosi aggressivo con la barista, che si rifiutava di servirgli altri alcolici, l’uomo ha aggredito la donna con un pugno. È stato poi allontanato dal locale dal marito della proprietaria e da altri avventori. Poche decine di metri dopo, ha raggiunto la sua Fiat Cinquecento, dove sedeva la moglie al volante. Ha fatto spostare la donna, ha compiuto una repentina inversione di marcia e ha lanciato l’utilitaria a tutta velocità contro i tavolini all’esterno del bar, colpendo gli avventori come fossero birilli da bowling. Molti sono riusciti a mettersi in salvo, ma Federica Coviello è stata colpita in pieno, riportando lesioni gravissime. Trasportata all’ospedale Niguarda di Milano, aveva subìto l’amputazione di una gamba. Nell’impatto è rimasto ferito anche il suo compagno, Davide Caramaschi, 52 anni, che ha riportato una frattura multipla alla gamba sinistra. Anche altre due donne hanno riportato ferite, fortunatamente meno gravi.
COMMOZIONE Subito si sono riversati in strada diversi gravellonesi, spinti dall’emozione per la tragedia, che non si è spenta. Al punto che martedì è stato deciso di organizzare per questa sera alle 21.30 una fiaccolata in paese. «Federica – ricorda il sindaco di Gravellona Luciano Garza – era una persona nota in paese, anche se non era originaria di Gravellona. Negli ultimi tempi ha gestito un bar in piazza. Era una persona con la quale c’erano buoni rapporti. In passato aveva partecipato alle feste dell’arte in paese e per diversi anni ha dato una mano». Federica lascia una figlia di 20 anni, che in passato ha partecipato alle attività dell’oratorio.
IL BAR La morte di Federica non ha solo portato a una generale commozione tra i gravellonesi, ma ha spinto anche la stessa proprietaria del bar, che è rimasto chiuso per diversi giorni, a regalare al comune, per aiutare le persone in difficoltà, alcuni dei cibi che rischiavano di rimanere non consumati. Un gesto che non poteva non essere apprezzato dallo stesso Luciano Garza: «Questo gesto – spiega il sindaco di Gravellona – mi ha in un certo senso commosso, dal momento che nella tragedia una persona ha deciso di pensare agli altri e di mettersi a disposizione della comunità».
Andrea Ballone


