Due vigevanesi a Teheran: «Abbiamo raggiunto il confine in taxi»

Sono riusciti a scampare alla bombe che hanno colpito l’Iran. Marito e moglie vigevanesi, lui architetto e lei medico, erano in Iran nei giorni in cui è esploso il conflitto e sono dovuti rientrare da soli, perché praticamente non hanno avuto alcun sostegno.

POCO SOSTEGNO La coppia vigevanese è partita il 7 giugno, per assistere a un funerale. In un primo tempo sarebbero dovuti rientrare il 14 ma l’attacco del 13 giugno ha fatto saltare tutti i piani. Prima del 21 non sono riusciti a tornare a casa. Il consolato era infatti chiuso fino a lunedì, che è stato il primo giorno in cui sono state date delle delucidazioni. «Tramite il numero iraniano – spiegano – abbiamo contattato la “Unità di Crisi Iran”, dove l’interlocutore ha chiesto dove eravamo alloggiati e se avessimo delle necessità di tipo economico. Abbiamo spiegato che potevamo alloggiare ancora in albergo ancora per qualche giorno e ci è stato detto che il console è stato informato». L’iniziale sostegno che in un primo tempo sembrava arrivare dall’unità di crisi, però, è poi venuto meno. A poco a poco i due vigevanesi vedevano l’albergo iniziare a svuotarsi e, nonostante si dicesse che tutti gli italiani erano stati contattati, per loro le cose sembravano andare diversamente.

Anche il ministro Tajani – spiegano – affermava che tutti gli italiani stavano bene e che grazie alla mediazione delle ambasciate d’Italia in Iran e Azerbaigian 29 connazionali erano rientrati. Ma non noi.

IN EMERGENZA Per rientrare hanno così dovuto contattare a proprie spese un’agenzia di viaggi che ha prenotato un viaggio attraverso la Turchia, raggiunta in taxi, paese dal quale è stato possibile per i due italiani rientrare successivamente in patria. «Abbiamo sostenuto i costi che ci erano stati preventivati dall’agenzia – continua il racconto della coppia – e, dopo 14 ore di auto sino al confine turco, abbiamo pagato 87 euro per un materasso in una sala ristorante di un albergo in un paesino turco. Dopo 23 ore di autobus siamo arrivati a Brusa e poi a Istanbul, dove siamo stati venerdì per fare rientro in Italia. Tutto con il metodo del fai da te». La disavventura si è conclusa così con un grande spavento e una notevole spesa.

Andrea Ballone

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