Tre settimane in ospedale, un passaggio in rianimazione e il rischio di un delicato intervento chirurgico. Dopo il grave incidente in viale Leonardo da Vinci, a pochi passi da casa, Piero Pizzi è tornato a Vigevano. Lo fa con una ferita ancora aperta, ma con la volontà di rimettersi subito in gioco, sia nella vita quotidiana sia nell’attività politica che da anni lo vede protagonista sulla scena locale.
LA CANZONE «Quello che mi porto dietro da questa terribile esperienza è una canzone, quella di Olly, vincitrice a Sanremo», racconta Piero Pizzi. Un ricordo che per lui ha assunto un significato particolare. Nella stanza accanto alla sua, infatti, una giovane ragazza in condizioni molto gravi riceveva ogni giorno la visita di una ventina di amici che, con costanza e affetto, le cantavano proprio quel brano, sperando che la musica potesse aiutarla a risvegliarsi.
Era un rito commovente – spiega – e per me è stato impossibile non sentirmi parte di quella speranza.
RITORNO DIFFICILE Il ritorno a casa non segna la fine delle difficoltà. Pizzi dovrà indossare per tre mesi un’imbragatura di quattro chili: «Non è un giubbotto da paracadutista – spiega sorridendo – ma almeno ho evitato un intervento pesante. Adesso inizia la vera sfida, quella della ripresa». Al suo risveglio in ospedale, il telefono era già pieno di messaggi: centinaia di testimonianze di affetto arrivate via social e chiamate, da amici, conoscenti e persino da persone che in passato non lo avevano sostenuto.
Tanta gente mi ha scritto, anche chi magari non mi sopporta – confessa – ma si è dimostrata umana. E questo mi ha colpito profondamente.
«NON MI FERMO» Nonostante la convalescenza, Pizzi non ha alcuna intenzione di fermarsi. «Vigevano è la città che amo, dove vivo e dove la mia famiglia ha sempre vissuto. Farò tutto ciò che posso perché esca da questo torpore in cui è piombata negli ultimi trent’anni». Le difficoltà personali, insomma, sembrano aver rafforzato il suo senso di responsabilità civile. Determinazione, memoria e voglia di futuro: per Piero Pizzi la strada della rinascita personale passa inevitabilmente anche dall’impegno per la sua comunità. Un impegno che oggi, dopo la prova più dura della sua vita, sembra ancora più radicato e convinto.
Andrea Ballone

