Ritardi, corse cancellate senza preavviso, treni talmente affollati da far addirittura fatica a salire e scendere. Non è certo iniziato nel migliore dei modi il 2026 dei pendolari della Milano-Mortara-Alessandria, sempre alle prese con gli stessi problemi anche da quando il capolinea, con la chiusura di Porta Genova, è stato spostato a Rogoredo.
LE PROPOSTE L’associazione Mimoal avanza a Trenord, società che gestisce il servizio, le prime proposte per provare a ridurre i disagi dei pendolari: «Facciamo un appello a Trenord – spiegano dall’associazione – affinché migliori sensibilmente il suo processo produttivo, logistico e manutentivo. Un’altra nostra proposta riguarda l’aggiunta di almeno due corse dirette a Alessandria, nell’ottica del futuro cadenzamento a 30 minuti tra Mortara e Milano». Tanti poi i disservizi: e rallentamenti segnalati ogni giorno anche sulla nuova linea S19 tra Albairate e Rogoredo: «Per avere un futuro, deve essere ripensata. La nostra idea è prolungarla fino a Melegnano rimodulando su Rogoredo l’attuale S12. Questa soluzione legherebbe direttamente il sud ovest milanese con il sud est ampliando altresì il bacino potenziale di viaggiatori della S19. Siamo consapevoli che questa sia una soluzione difficile da mettere in atto, soprattutto per le interferenze che si verrebbero a creare con altri servizi di diverse imprese ferroviarie, ma noi faremo il possibile».
IL TAVOLO Le proposte ci sono, Mimoal vuole metterle su un tavolo e portarle all’attenzione di Trenord. Certo l’associazione riconosce anche che «ai pendolari servirà del tempo per abituarsi ai cambiamenti dopo la chiusura di Porta Genova. Si sta avendo anche una percezione negativa dell’aumento del prezzo di biglietti e abbonamenti rispetto a ciò che il servizio sta effettivamente offrendo. Da parte nostra continueremo a portare avanti le nostre battaglie per tutelare gli oltre 20mila pendolari che viaggiano su questa linea».
Edoardo Varese


