Il “nuovo De Rodolfi” di via Santa Maria non si farà. La proposta non offre sufficienti garanzie economiche affinchè si possa considerare il pubblico interesse: è in sostanza questa la motivazione che ha espresso il gruppo di lavoro chiamato a valutare il progetto presentato nel maggio 2024 da un gruppo di imprese (Cooperativa edile Appennino, Iccrea Banca e Il Gabbiano 2.0) per la realizzazione di una Rsa in partenatiato pubblico-privato in zona Esselunga.
POLLICE VERSO Il no dei tecnici è stato messo nero su bianco dalla stessa amministrazione, che con una delibera firmata da sindaco ha illustrato l’iter che ha portato alla decisione negativa. Tra i rischi che avrebbe corso il Comune, quello di dover sostenere maggiori oneri economici per il leasing della struttura, quello che la Rsa non venisse accreditata dalla Regione e quello relativo alla sorte dei mobili e degli arredi una volta terminata la convenzione, con la possibilità che la struttura rimanesse vuota se fossero subentrati altri gestori. Il partenariato pubblico-privato proposto prevedeva la realizzazione dell’opera da parte dei soggetti propositori; una volta edificata la casa di riposo, la gestione sarà messa a bando, con la possibilità per chi l’ha fattivamente realizzata di pareggiare l’offerta maggiore con diritto a una prelazione o di ricevere un “risarcimento” in caso di rinuncia.
I costi stimati erano di circa 16 milioni di euro.
IL PROBLEMA Il problema del De Rodolfi rimane: con una lista d’attesa di circa 300 persone e una struttura sempre più vecchia e di conseguenza costosa (tanto che la retta è stata recentemente ritoccata verso l’alto, pur rimanendo una delle più basse in Provincia), la città ducale ha l’esigenza assoluta di dotarsi di una nuova casa di riposo, necessità ribadita più volte dalla stessa Azienda Multiservizi che gestisce la struttura di via Bramante. E se è vero che la macchina comunale, su imput del sindaco Andrea Ceffa, si è subito rimessa in moto per trovare una via alternativa, dalle opposizioni non sono mancate le polemiche: «Era una soluzione già errata nella sua ideazione, perché il privato, giustamente, avrebbe voluto trarne una giusta plusvalenza con un aumento consistente delle rette mensili, rendendola inutile per la maggior parte della cittadinanza – commenta Silvia Baldina del M5S – Il problema esiste, con l’aumento della attesa di vita sempre più persone avranno la necessità di ricoveri in strutture per anziani». Il Polo Laico, invece, invoca una maggior apertura al dibattito politico: «Per una volta anziché affidarsi senza rete ai privati come si è sempre fatto, si è approfondito davvero e si è giunti a tutelare l’interesse pubblico. Ora resta aperta la questione di difficile soluzione di dove reperire le risorse per una nuova struttura che diventa anno dopo anno sempre più necessaria. Per il momento ci permettiamo di suggerire che se all’approfondimento tecnico venisse associato il dibattito politico potrebbe risultare più facile arrivare a qualche soluzione».
Alessio Facciolo


