Vigevano, si riparla della vecchia Ticinoland

Sulla strada che collega Vigevano a Molino del Conte potrebbe sorgere una cartiera che darebbe lavoro a circa 200 persone. E’ questa l’ipotesi che negli ultimi giorni starebbe girando attorno all’area della Cassinetta, vasta porzione di terreno (quasi 300mila metri quadri) situata alla fine di corso Novara, sul lato destro della carreggiata procedendo in direzione di Cassolnovo.

Non c’è ancora nulla di ufficiale, solo un interessamento “ufficioso”: i rumors, in ogni caso, parlerebbero di un gruppo tedesco che avrebbe chiesto informazioni sull’area.

PROGETTI PASSATI Non è la prima volta che la Cassinetta viene tirata in ballo per quanto riguarda progetti di sviluppo per la città ducale. Una trentina di anni fa, a far sognare i vigevanesi era il progetto di Ticinoland, luna park a tema naturalistico modellato su colossi come Gardaland o Mirabilandia. Abbandonata l’idea del parco, nei primi anni 2000 fu il momento dell’Università del Fiore (in collaborazione con Unipv) all’interno dell’omonima cascina: un progetto partito in sordina e mai decollato del tutto, fino al suo abbandono. Con l’approvazione del nuovo Pgt nel 2004 a più riprese (l’ultima nel 2012) fu proposta l’idea di un outlet calzaturiero alle porte di quella che, un tempo, era la capitale della scarpa: anche in quel caso le tante proposte e progetti non si convertirono mai in nulla di concreto. Nel 2018 si era parlato ancora di Cassinetta in chiave produttiva: la zona, infatti, sembrava essere destinata all’installazione di una multinazionale, tanto che una richiesta di informazioni ufficiale era pervenuta agli uffici del municipio. Alla fine non se ne fece nulla, per via della mancanza di collegamenti veloci con l’autostrada.

VIG Pd Emanuele Corsico Piccolini
Corsico Piccolini (Pd)

DISCUSSIONE La possibilità dell’instaurarsi di una cartiera ha già scatenato un discreto dibattito in città: fortemente contraria la Consulta ambiente, che ha attaccato quello che a suo dire è l’ennesimo consumo di suolo in una città che già ha subito numerose cementificazioni in questi ultimi anni e che sarebbe situato in un territorio ai confini con il Parco del Ticino, importante corridoio di biodiversità. Molto più possibilisti alcuni esponenti delle opposizioni, che per il momento ne hanno dibattuto principalmente sui social network: «Opporsi ad un insediamento produttivo che porti in città oltre 200 posti di lavoro è una follia sul piano occupazionale e un grave errore sul piano politico – è la posizione di Emanuele Corsico Piccolini, consigliere del Pd – »

Non possiamo in un territorio dilaniato dalla crisi occupazionale essere sempre portatori della posizione del “no a prescindere” ma dobbiamo al contrario impegnarci per conciliare sviluppo e sostenibilità, ritorno per la comunità e lavoro giusto e dignitoso.

A fargli eco Luca Bellazzi, consigliere del Polo Laico: «Se invece si creassero 200 posti di lavoro reali, fatta salva la sostenibilità ambientale, l’interesse pubblico sarebbe enorme e non può non essere considerato in una città che ormai non riesce più a trattenere nessuno al suo interno, figuriamoci ad attirarne da fuori».

Alessio Facciolo

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