Messaggio del vescovo Gervasoni: «Insieme verso la Pasqua»

Carissimi fratelli e sorelle,

quest’anno la Pasqua sarà vissuta in modo molto diverso dagli scorsi anni. La crisi del Coronavirus ci costringe a stare rintanati in casa e a non avere rapporti con altre persone.

Non lo facciamo per paura, lo facciamo per carità e per prudenza. Non vogliamo esser causa di morte o sofferenza grave per coloro che avviciniamo. Così, però, l’elemento strutturale del rapporto ecclesiale, l’essere convocati e lo stare insieme nella celebrazione condivisa e vissuta, viene meno. Scopriamo tuttavia che si può essere convocati in modo diverso, straordinario, più doloroso e intimo, ma non inefficace

Quest’anno comprendiamo intimamente che è il Signore che ci salva. E’ la memoria della sua passione e della sua risurrezione che la Chiesa annuncia e testimonia nella fede ciò che ci lega e ci redime. Le forme di questo annuncio e della memoria, che rende presente il Signore Risorto, sono quelle possibili a chi deve stare a distanza, ma non dimentica e non rinuncia a mettersi in cammino verso il Signore e la sua Parola insieme con i fratelli, con i testimoni della risurrezione, non perciò solo con chi si impegna in una vita dignitosa, pur necessaria, come se la salvezza fosse il risultato del solo nostro impegno.

Per fare e vivere tutto ciò, dobbiamo “metterci d’accordo”, dobbiamo essere informati e fare qualcosa insieme, se non nel luogo, almeno nelle forme, nelle intenzioni e nella fede del cuore che ascolta, annuncia e celebra. Insomma, viviamo in modo diverso il rito liturgico. Sarà diverso, ma non meno profondo e forse, vista la fatica, anche più fruttuoso di quello abitudinario.

Le celebrazioni della Settimana Santa saranno tenute dai presbiteri e dal vescovo a porte chiuse, ma suggeriremo a ogni fedele di vivere questi momenti a casa con piccoli sussidi, per lo più informatici e telematici, visto che non possiamo distribuire stampati. Questi strumenti siano interpretati e gestiti, non solo fruiti come uno spettacolo.

Vi esorto ad allestire un piccolo luogo in casa dove pregare. Stabilite un tempo da dedicare al Signore per la preghiera ecclesiale, meglio se in diretta con le celebrazioni trasmesse. Assumete un atteggiamento del corpo dignitoso e degno dell’incontro con il Signore. Metteteci l’intenzione di vivere con i fratelli e le sorelle della comunità tutta il mistero della Pasqua per la salvezza del mondo

Così vivremo le celebrazioni della Settimana Santa insieme, benché a distanza. Con la Chiesa apostolica che celebra il mistero di colui che i nostri occhi hanno visto e le nostre mani hanno toccato il Verbo della vita fatto carne in Gesù.

Concludo queste brevi parole esortando tutti alla prudenza e alla fiducia. Vi prego di non esasperare la vita chiusi in casa. Ci sembra di scoppiare, perché non siamo abituati a relazioni così vicine e costrette. Impariamo la pazienza e stimoliamo la creatività con l’aiuto reciproco

Il Signore sia vicino ai malati e a coloro che si spendono per alleviare le loro sofferenze e le difficoltà della società tutta, così messa alla prova. Il Signore accolga nella sua pace coloro che ci lasciano e dia conforto ai parenti, agli amici e a tutti noi, in questo tempo duro e doloroso.

Vi benedico di cuore con la speranza che ci viene dalla solennità di oggi, l’Annunciazione del Signore, in cui il Verbo si fa carne nella fede di Maria. Sia per noi questo tempo come la gestazione di Gesù nel grembo di sua madre.

Vigevano, 25 marzo 2020. + Maurizio Vescovo

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