Lavoro povero / «Qui 1300 euro al mese non bastano»

Fare i conti con il caro vita e riuscire a gestire le spese e i costi della quotidianità sono i problemi che riguardano da vicino le categorie dei lavoratori poveri. Persone che, pur percependo un reddito, non riescono ad arrivare alla fine del mese. «Stiamo raccogliendo adesso i frutti di questa forma povertà aumentata nel corso degli ultimi 10 mesi – afferma don Moreno Locatelli, direttore della Caritas Diocesana di Vigevano – da quando il caro vita ha iniziato a colpire e gravare sempre di più sulle famiglie». Una situazione di povertà che continua ad allargarsi.

IN AUMENTO «Le categorie principalmente coinvolte – prosegue il direttore della Caritas Diocesana di Vigevano – sono le famiglie monoparentali, quelle numerose in cui è presente un unico componente che percepisce una fonte di guadagno e i lavoratori precari». A Vigevano e in Lomellina, secondo quanto riferito e riscontrato dalla Caritas Diocesana, l’occupazione è in aumento, ma al contempo non accenna a diminuire la povertà. Un problema che esiste e che richiede una doverosa presa di coscienza. «Deve essere effettuata una riflessione sul lavoro, sulla distribuzione dei salari e su come mettere in atto delle strategie per consentire alle persone di riuscire a gestire i costi della vita». Prima il Covid, poi, in ordine cronologico, il conflitto in Ucraina, non hanno fatto altro che «aumentare il costo della vita. Il prezzo della benzina è ai massimi storici, così come quello dei generi alimentari e delle bollette. Sembra scontato dirlo, ma occorre ridurre il caro vita o, meglio, renderlo congruo ai redditi che percepiscono i lavoratori. Un’ulteriore soluzione potrebbe essere l’abbassamento del cuneo fiscale».

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PROGETTI La Caritas Diocesana si sta mobilitando per attuare delle proposte. «A novembre – annuncia don Moreno – partirà un progetto insieme alla fondazione Piacenza-Vigevano, alla Diocesi, alla Fondazione Banca Popolare, alla Banca Intesa Sanpaolo, ad alcuni Rotary club e alla Stav che prevede di offrire a 60 ragazzi le competenze necessarie ad inserirli nel mercato del lavoro. Una prima proposta potrebbe proprio quella di rispondere al lavoro povero qualificando la mano d’opera».

RIUSCIRE A VIVERE Un tema che interessa indistintamente ogni fascia d’età: «Più che un discorso di età, ci si deve soffermare su ciò che si fa, su qual è la propria professione. Oggi esistono lavori che paradossalmente non vengono pagati a sufficienza nemmeno agli statali». E’ aumentato il costo della vita e questo è un dato di fatto. «Con 1400 euro di stipendio, se si ha una famiglia a carico, non si riesce ad arrivare a fine mese. Stesso discorso per chi vive per conto proprio, magari percependo 1300 euro al mese, tra affitto, o spese condominiali, mutuo, essere capace di far quadrare tutti i conti senza venir sopraffatto, è praticamente impossibile».

Edoardo Varese

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