Cinque temi per discutere di progetti, attualità e futuro di Caritas. Questo ciò di cui si è parlato lunedì 2 ottobre, nella sede diocesana di Caritas Vigevano che ha ospitato la visita della delegazione regionale degli enti caritatevoli delle diocesi lombarde. A presiedere la giornata il vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni, e il vescovo emerito mons. Erminio De Scalzi, incaricato per la Caritas della Conferenza episcopale lombarda.
GIUSTIZIA PENALE «Il primo tema, quello centrale della giornata, è stato quello della giustizia penale – racconta don Moreno Locatelli, direttore della Caritas diocesana – ed è stato costruito intorno al principio di una “Giustizia più tenera”. L’intento è stato quello di condividere, attraverso il racconto di due esperti in materia, come l’inasprimento delle pene non serva a nulla se non a rendere peggiore una situazione già delicata di per sé». Un tema molto caro a Caritas che da sempre si occupa di coordinare il volontariato nell’ambito della rieducazione carceraria, proponendo laboratori, possibilità lavorative e promozioni socio-educative. «Chiediamo una giustizia più tenera – prosegue don Locatelli – che non vuol dire essere buonisti, ma vuol dire provare a pensare non sempre nella logica della bilancia. Secondo i dati di giugno 2023, il 40 e 50% dei carcerati hanno commesso reati minori per cui potrebbero avere i domiciliari. Tuttavia, a causa della loro povertà, non hanno case dove scontare la pena e l’unica opzione rimane il carcere». Un dato che si ripercuote soprattutto a livello economico sullo stato italiano. «Sempre secondo i dati di giugno 2023 – continua il direttore della Caritas diocesana – si dimostra come i carcerati costino ai contribuenti dai 250 ai 300 euro al giorno dove al carcerato viene dato un contributo di circa 4.50 euro al giorno. In Italia ci sono 63mila detenuti e di questi il 30% potrebbe essere fuori. Sarebbe anche un grande risparmio per i contribuenti».

ACCOGLIENZA E POVERTÀ Secondo tema di discussione, proposto dal vescovo Gervasoni, è quello dell’accoglienza nel vero stile Caritas, non solo in merito all’immigrazione, ma riferito anche a inclusione e buona prassi educativa per la comunità. Un punto che sarà esposto durante la settimana sociale dei cattolici, in programma a Trieste nel 2024, e che avrà come ambito di riferimento la democrazia. Persone e dignità sono invece al centro del terzo punto analizzato, quello della povertà. «Il 20 ottobre – spiega don Locatelli – presenteremo alla Caritas Ambrosiana di Milano il report sulla povertà lombarda dal titolo “pavimenti appiccicosi”. I dati che ne emergono dimostrano come la povertà si tramandi per tre generazioni prima che si estingua. Un dato spaventoso e che fa riflettere».
NEPAL E MIGRANTI Incontro, aiuto e condivisione sono invece le parole chiave per gli ultimi due temi. «Il quarto punto riguarda il gemellaggio della delegazione lombarda con Caritas Nepal, di cui sarò il coordinatore del tavolo regionale. Lo scopo è quello di creare due Chiese sorelle che possano creare un’unione tra una Chiesa minoritaria, molto viva e unita, e una Chiesa maggioritaria, seppur meno presente». Unione che si vuole portare avanti con l’ultimo punto analizzato, quello relativo alla migrazione. «Di fronte a una migrazione come questa che c’è, continua ad esserci, e ci sarà, penso sia più intelligente proporre corridori umanitari e flussi. Non è giusto che la nostra nazione venga lasciata sola, ma nemmeno si possono lasciare sulla strada queste persone. Persone che Caritas ogni giorno non abbandona, ma continua ad aiutare con tutti i suoi mezzi».
Rossana Zorzato

