Da Cassolnovo al sogno di partecipare insieme alla nazionale italiana di skeleton alle prossime Olimpiadi invernali in programma a Milano e a Cortina nel 2026. Pietro Drovanti, campione italiano di skeleton racconta in che modo ha avuto origine la sua passione per l’agonismo e in che modo è riuscito a farsi strada in questa pratica sportiva.
«Mi sono avvicinato allo sport quando avevo 10 anni – racconta Pietro Drovanti – con il salto dell’asta. Successivamente, ho cominciato a pendere parte ai campionati italiani, questo da quando avevo 16 anni. Poi mi sono spostato e concentrato sulla velocità, facendo sia i 100 metri sia i 200. Da questo punto di vista, però, non ho ottenuto grandi risultati».
SOGNI Capita anche agli atleti più famosi di capire in un secondo momento quale deve essere la strada da percorrere. Per Drovanti, in particolare, la svolta decisiva è arrivata con lo skeleton. «5 anni fa -ricorda- iniziavano a circolare dei rumors secondo i quali l’Italia avrebbe potuto ospitare nel 2026 le Olimpiadi invernali. Allo stadio Dante Merlo, mentre mi stavo allenando, è arrivato proprio un allenatore di skeleton, che ci ha informati in merito all’eventualità di sottoporsi a delle selezioni per entrare in nazionale». Ecco che il sogno di indossare la maglia della propria nazionale è diventato realtà. «E’ stata dura, molto dura. Bisognava impegnarsi e praticamente con scadenza annuale riuscire a mantenere il proprio livello. Ho lottato, senza arrendermi mai e alla fine sono riuscito anche a rimanere nel giro della nazionale».
CRESCERE Passo dopo passo, con impegno e dedizione, si riesce a raggiungere e tagliare grandi traguardi. «Ho avuto l’opportunità di allenarmi e di entrare nel giro della nazionale A: un’esperienza davvero importante e proficua per me. Due anni fa, a svolta definitiva: ho effettuato il mio esordio ai campionati del mondo che si sono svolti a St.Moritz. Da quel momento in avanti, non ho più smesso di continuare a migliorare». A Budenz, in Germania, nel 2022 la vittoria dell’Europeo: «Ho affrontato un tedesco che per vari motivi era favorito. Si tratta di un momento che non dimenticherò mai». E per migliorare, vanno anche fatti sacrifici: «Con un preparatore di Abbiategrasso, hp iniziato un percorso di potenziamento della forza l’anno scorso. Grazie al suo aiuto e ai suoi consigli, ho raggiunto un altro obiettivo: la vittoria dei campionati italiani a Cortina».
Proprio lo scorso settembre, il giovane atleta lomellino ha trasmesso ulteriore soddisfazione alla sua Cassolnovo. Ma ora, lo sguardo di Pietro Drovanti è rivolto interamente e esclusivamente al fatidico 2026: «Sarà molto difficile, ne sono ampiamente consapevole, ma farò di tutto per riuscire a realizzare questo sogno. Sono onorato e contento di aver rappresentato anche il mio territorio in diverse occasioni importanti». Il 10 ottobre, intanto è partita ufficialmente la stagione invernale, con Drovanti che ha iniziato gli allenamenti a Lillehammer in Norvegia. Successivamente si trasferirà a Sigulda, in Lettonia. Anche quest’anno Drovanti gareggerà in Coppa Europa, alla ricerca di buoni piazzamenti e podi.
Edoardo Varese

