L’Ospedale civile di Vigevano si prepara ad accogliere la nuova rianimazione, ma deve confrontarsi con la carenza di medici in ginecologia che sta mandando in tilt le visite.
GINECOLOGIA Se la terapia intensiva sta per vedere un rinnovo, diversa la situazione per il reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio ducale, che non ha abbastanza specialisti per fronteggiare la domanda. Ad aver lasciato il reparto tre ginecologi, anche se l’azienda ospedaliera rassicura sulla situazione. «Per quanto riguarda il personale del reparto di ginecologia – conclude Asst Pavia – l’azienda sta attivando le procedure concorsuali per il reclutamento di quattro nuovi ginecologi per l’ospedale civile». Una situazione da monitorare e che stride con quanto lamentato di recente sulla stampa locale dal primario Giovanni Marchitelli secondo cui il reparto «potrebbe crescere e avrebbe le competenze per farlo», ma sconterebbe il fatto che «tante vigevanesi continuino a guardare altrove» per partorire.
LAVORI In attesa di novità su questo fronte, inizieranno entro l’estate i lavori per la nuova terapia intensiva, progetto che darà vita a dieci nuovi posti letto. Questo nuovo intervento, l’ultimo firmato sotto la direzione di Marco Paternoster, ex direttore generale di Asst Pavia, comporterà la realizzazione di un sopralzo dell’attuale pronto soccorso in cui saranno presenti i nuovi posti letto. «Il progetto è parte del Piano di riordino della rete ospedaliera – fa sapere Asst Pavia – relativo ad “Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero”». Lavori che, con molta probabilità, avranno inizio a partire dalla prossima estate e vedranno la loro conclusione nel 2026.
Allo stato attuale – continuano dagli uffici di Asst– si è conclusa la fase di progettazione ed è iniziata la fase di affidamento dei lavori, volta all’avvio dell’esecuzione delle opere.
COSTI Il progetto della nuova rianimazione, per una cifra pari a 5.678.616 milioni di euro, sarà finanziato in gran parte dai fondi del Pnrr, circa 3.9 milioni, mentre la cifra restante arriverà da Stato e Regione Lombardia. L’attuale reparto non sarà smantellato nonostante la realizzazione del nuovo e rimarrà a disposizione in caso di necessità. La struttura sarà collegata al reparto di otorinolaringoiatria tramite un corridoio con un blocco di due ascensori. Per quanto riguarda invece il lato sud della struttura, saranno sistemati una scala e un ascensore medicale, per il trasporto dei pazienti. Da ultimo sarà collocato un impianto fotovoltaico da circa 120 pannelli per una potenza di 56.06 kW.
Rossana Zorzato

