Ogni anno un milione di visite saltano per le mancate disdette dei pazienti, allungando i tempi d’attesa. Per questo motivo ora anche i pazienti esenti dovranno pagare il ticket per la prestazione saltata senza giustificazione. La nuova disposizione di Regione Lombardia ha lo scopo principale di ridurre i tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie, tallone d’Achille del Sistema sanitario nazionale e freno al pieno accesso al diritto alla salute.
IL DECRETO Coloro che non si presentano il giorno dell’appuntamento fissato dalle strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate, per effettuare una visita medica o un esame senza giustificarsi, saranno tenuti al pagamento del ticket. Una nuova regola che vale per tutti i pazienti, esenti inclusi, che vuole migliorare l’efficienza del Ssn, dando la possibilità ad altri di poter effettuare esami in tempi accessibili. Una misura che le istituzioni hanno intrapreso per far capire ai cittadini esenti che «l’esenzione non dà altri diritti quale quello di non presentarsi a una visita senza avvisare – commenta Asst Pavia – Anche le eventuali disdette dei pazienti esenti concorrono all’abbattimento delle liste d’attesa». Parlando di numeri si stima infatti che «sono circa un milione le mancante disdette all’anno in Regione – aggiunge l’azienda – con conseguenza la mancata erogazione di servizi per altrettanti utenti». Si punta quindi su una maggiore educazione e responsabilità in ambito sanitario in quanto
ogni prenotazione annullata o rinviata offre la possibilità di prenotazione a tutte quelle persone in attesa di una diagnosi o di una terapia.
DISDETTA Cancellare la visita o l’esame in questione è semplice: «Per le disdette si chiede agli utenti di utilizzare i canali ufficiali quali numero unico di prenotazione, sportelli front office dei Cup aziendali, tramite Fascicolo sanitario, ma anche presso le farmacie e il portale “gestisci prenotazioni” del sito di Regione Lombardia. È bene non contattare i reparti per disdire in quanto non è una modalità ufficiale di prenotazione e il personale sanitario non può garantire la cancellazione della prenotazione, non essendo di loro competenza». A venire incontro ai pazienti, anche i giorni entro cui cancellare l’esame o visita in questione, che si riducono «infatti da tre giorni e due giorni lavorativi prima dell’erogazione della prestazione».

TICKET Si cerca in un certo senso di “toccare il portafoglio” dei cittadini per renderli più sensibili al tema e dare respiro alle liste d’attesa. «Per ridurre maggiormente il fenomeno possiamo ora utilizzare lo strumento dissuasivo della legge – spiega l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – che prevede il pagamento del ticket della prestazione non annullata». Una disposizione che vuole quindi educare a una maggiore consapevolezza verso gli altri cittadini perché «non si tratta di una sanzione, ma di una richiesta di assunzione di responsabilità». Alcuni casi di mancata presentazione fanno eccezione: «Salvi i casi di forza maggiore e impossibilità sopravvenuta», tutti gli altri pazienti sono tenuti «al pagamento all’erogatore pubblico o privato accreditato della quota ordinario di partecipazione al costo – aggiunge Asst Pavia – stabilita dalle norme vigenti alla data dell’appuntamento».
Rossana Zorzato

