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Effetto Trump anche sull’industria pavese e lombarda? Una cosa è certa: gli effetti, in un’economia globalizzata, non possono mancare. Il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada, ha espresso infatti forte preoccupazione per l’impatto dei nuovi dazi annunciati dalla nuova amministrazione Usa sulle imprese italiane. La Lombardia, con un tessuto produttivo fortemente legato all’export, mantiene da sempre un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, che rappresentano un mercato fondamentale per molti settori industriali. Spada ha ricordato come l’export lombardo verso gli USA abbia raggiunto 14.2 miliardi di euro, più che raddoppiato negli ultimi dieci anni, coprendo l’8.7% dell’export regionale totale.

COMPETITIVITÀ A RISCHIO Di fronte a questo scenario, il capo di Assolombarda ha lanciato un chiaro monito: «L’introduzione di nuovi dazi potrebbe compromettere ulteriormente la competitività delle imprese locali, già messe alla prova da elevati costi energetici e dalla crisi tedesca, in particolare nel settore automotive». Quest’ultimo comparto, colonna portante dell’economia lombarda, sta affrontando una fase di grande incertezza, legata al rallentamento della domanda globale e alla transizione ecologica, che impone ingenti investimenti per l’adeguamento delle linee produttive.
UN ANNO DIFFICILE Il 2024 è stato un anno complesso per l’economia lombarda. Lo stesso Spada, a fine gennaio, aveva segnalato il rallentamento della crescita regionale sulla base dei dati del centro studi di Assolombarda. «Con una crescita del Pil dello 0.5%, inferiore alla media nazionale (+0.6%)», ha dichiarato, evidenziando che questo rallentamento è dovuto alla «debolezza della domanda estera e interna». La crescente propensione al risparmio delle famiglie e il calo delle esportazioni, contrattesi dello «0.5%» nei primi nove mesi del 2024, hanno frenato l’economia.
Tuttavia, Spada mantiene un cauto ottimismo, sottolineando che il 2025 potrebbe segnare una ripresa con una crescita prevista dell’«1.1%, trainata dai consumi (+1.7%)».
PAVIA È STABILE Per quanto riguarda Pavia, si evidenzia un sostanziale blocco. Nel 2024, il Pil della provincia è rimasto invariato, facendo segnare un «+0,0%». Rispetto al 2019, però, si registra una crescita del «+4,0%». Per il 2025, si prevede un incremento del «+0,6%», inferiore alla media regionale. Il settore dei servizi, in particolare quelli alle imprese, ha bilanciato la stagnazione della manifattura, che ha retto solo parzialmente grazie all’export, cresciuto del «+3,8% tendenziale nei primi nove mesi del 2024».
INTERVENTI STRATEGICI Spada ha sottolineato l’urgenza di interventi strategici su energia e investimenti, essenziali per la competitività delle imprese lombarde. Ha criticato il costo elevato dell’energia in Italia, ricordando che negli ultimi due anni i prezzi per le imprese italiane sono stati «superiori del 50% rispetto alla media Ue». Ha inoltre espresso preoccupazione per il ridimensionamento dei fondi destinati a Industria 4.0, un taglio che considera un «errore strategico». Sul piano settoriale, il 2024 ha visto un calo del valore aggiunto dell’industria (-2.2%), tendenza che potrebbe proseguire nel 2025. I servizi, al contrario, hanno continuato a crescere (+1.1% nel 2024), ruolo che manterranno anche nei prossimi mesi. Il mercato del lavoro ha dimostrato resistenza, con un incremento degli occupati dell’1.2% nel 2024 e dello 0.8% nel 2025.
UN ANNO DI RIPRESA? Il 2025 potrebbe rappresentare un anno di ripresa per la Lombardia, ma restano molte incognite legate alla congiuntura internazionale e alle politiche economiche nazionali ed europee. Le decisioni politiche a livello globale saranno determinanti per le prospettive economiche della regione nei prossimi mesi.
Massimo Sala

