Neuropsichiatria infantile, un solo medico per 1772 minori

Una sola dottoressa a capo della neuropsichiatria infantile di Vigevano. La situazione si trascina da tempo, il reparto vigevanese verte in una grande carenza di personale, contando circa 1772 minori in carico all’unica specialista superstite e lunghe liste di attesa. Un caso ancora più precario dato che la responsabile del servizio, la dottoressa Angela Valè, a metà del 2025 raggiungerà l’età pensionabile, sebbene sia escluso che lasci subito il servizio.

IL CASO «La situazione è nota da alcuni mesi e l’azienda ha già messo in atto diverse armi per cercare delle soluzioni – spiega il dottor Giovanni Migliarese, primario di psichiatria all’Ospedale Civile di Vigevano – Non è semplice ovviare a questa carenza poiché il problema dei neuropsichiatri infantili è molto diffuso in tutta la regione Lombardia». Una criticità non solo ducale, ma condivisa anche con altre aziende del territorio. «L’Asst di Pavia ha emesso diversi bandi di concorso già a partire dalla scorsa estate – spiega il primario – cercando allo stesso tempo di creare condizioni di lavoro migliori».

Il problema principale è che, nonostante i bandi, le persone selezionate per la graduatoria non accettano poi di diventare dipendenti pubblici, così come successo per la selezione per sostituire la dottoressa de Vincenzi, da tempo in aspettativa.

PERSONALE Non solo concorsi pubblici, ma anche una riorganizzazione del sistema. «Tra le varie cose, l’azienda sta da un lato cercando vari tipi di contrattazione, quindi libera professione, tempi indeterminati o medici sumaisti ovvero dei specialisti convenzionati con contratto a ore – continua Migliarese – Si sta mettendo in atto quindi una vera e propria riorganizzazione interna, con il Poas (Piano di organizzazione aziendale strategico di Asst Pavia) che definisce il primariato di neuropsichiatria infantile, un aiuto per poi coordinare le tre strutture semplici di Voghera, Pavia e Vigevano».

SOLUZIONI Ma se l’azienda pavese sta mettendo in atto misure per ovviare alla carenza di personale, un ulteriore aiuto viene chiesto anche alle altre aziende regionali. «L’Asst di Pavia sta chiedendo anche alle altre aziende lombarde la disponibilità di utilizzo delle graduatorie dei neuropsichiatri – racconta – ma il problema sussiste perché anche a livello regionale non ci sono graduatorie attive». Punto focale della questione resta il fatto che «attualmente i neuropsichiatri sono “merce rara” – conclude Migliarese – Nel frattempo, abbiamo anche organizzato la copertura dei posti nelle commissioni invalidi, per cui posso assicurare che le questioni più urgenti sono state coperte».

Rossana Zorzato

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