Dimagrire tanto e subito con i farmaci per diabetici. Moda lanciata dalle star holliwoodiane e dai tanti guru del mondo social, è una tendenza che promette risultati miracolosi senza però mettere l’accento sulle controindicazioni mediche. È la semaglutide, il farmaco più “famoso” in questo momento capace di ridurre la fame, rallentare lo svuotamento dello stomaco, aumentando il senso di sazietà.
FUNZIONAMENTO «La semaglutide imita il comportamento dell’ormone Glp-1, già prodotto dall’uomo, il cui compito è quello di stimolare la sintesi dell’insulina e di ridurre il glucagone, promuovendo lo svuotamento gastrico – spiega Laura Zambruno, biologa nutrizionista – Il funzionamento di questi farmaci è uguale a quello del Glp-1, la differenza è che il loro effetto è prolungato rispetto all’ormone e, mediante una stimolazione ipotalamica, dà un maggiore senso di sazietà nel soggetto». Senso di pienezza dato anche da alcune sintomatologie precise. «Come tutti i farmaci ci sono degli effetti positivi, ma anche negativi – continua Zambruno – Primi fra tutti, nausea, vomito, ma anche diarrea o stitichezza, tutti sintomi che per forza di cose fanno passare il senso di fame nel soggetto portando poi al calo repentino di peso». Ma anche, per chi assume antidepressivi e ansiolitici, un aumento dei tentativi di suicidio.

FRETTA Si tratta di farmaci come l’Ozempic – il nome commerciale del primo prodotto immesso sul mercato dalla danese Novo Nordisk – che sono nati per la terapia del diabete e il cui uso per perdere peso (e nel minor tempo possibile) è un uso “off-label” cioè al di fuori di quelli previsti, il che vuol dire da un lato che i test clinici fin qui condotti non si sono concentrati sulla cura dell’obesità e sugli effetti a medio e lungo termine in quest’ambito e dall’altro lato che l’impiego sempre più ampio per combattere i chili di troppo ne riduce la disponibilità sul mercato per i pazienti indicati. «L’utilizzo di questi farmaci è legato alla fretta di dimagrire presto, mettendo in un angolo il concetto positivo di “sacrificio” – racconta la dottoressa Antonietta Gazo, direttore del reparto di nefrologia e dialisi all’ospedale Civile di Vigevano – Non sempre il regime alimentare dev’essere visto come qualcosa di proibizionista, ma come un percorso di educazione alimentare per il benessere fisico e psichico». Un utilizzo, quello della semaglutide, utile nel supporto dei pazienti diabetici e nelle patologie ad essi collegate.
Nonostante tutto non sono contraria a questi farmaci – continua Gazo – in campo medico stanno dando una grossa mano soprattutto a noi nefrologi. Si tratta di farmaci che cambiano il percorso patologico del paziente, nel senso che a livello renale migliorano molto la situazione clinica.
EDUCAZIONE L’importante è non anteporre i canoni estetici al benessere psicofisico. «Per le persone sane che non soffrono di diabete, l’utilizzo di questi farmaci è una lama a doppio taglio – continua la nefrologa – Chiunque debba affrontare un dimagrimento importante deve essere seguito da un’équipe medica composta da medico di base, endocrinologo, biologo nutrizionista e da un percorso psicologico. Spesso dimentichiamo che molte persone vedono il cibo come un supporto emotivo, e il fatto di dover rinunciare a determinati alimenti rischia di rendere vani tutti gli sforzi». Un ruolo cruciale lo ricopre soprattutto l’educazione alimentare. «I farmaci sono efficaci sul lungo termine, ma sappiamo che non possono sostituire né lo stile di vita salutare né la dieta bilanciata – aggiunge Zambruno – Se comincio ad assumere questi farmaci e non ho una buona educazione alimentare il rischio è che oltre ai classici sintomi come nausea e vomito, si vada incontro a una perdita di massa muscolare importante, a carenze alimentari ed effetti collaterali gravi come pancreatiti e calcoli biliari».

ALIMENTAZIONE Meglio la costanza della fretta. «Consiglio vivamente di diffidare da farmaci miracolosi e di ricordare che i principi cardine restano un’alimentazione bilanciata e completa che tenga conto della necessità proteica di ogni soggetto – conclude la biologa nutrizionista – Raccomando di non acquistare farmaci online di cui non si conosce la composizione e possono essere molto pericolosi. Ricordo anche che i farmaci per diabetici sono passati gratuitamente dal Ssn per chi ne avesse davvero bisogno, mentre sono a pagamento per tutti gli altri, fattore che spero sia disincentivante per le diete fai da te». Insomma, per entrambe le professioniste è fondamentale affidarsi a degli specialisti, soprattutto in un contesto in cui, come ha sottolineato Nature con un articolo in gennaio, sono almeno cinque i farmaci promettenti testati per la perdita di peso.
Rossana Zorzato

